Noah manda in esplorazione il suo fedele famiglio, il rospo Kingh, che tuttavia è costretto a tornare indietro vista la scarsa illuminazione del luogo. Dopo qualche timore ed esitazione, il gruppo entra con cautela nella tana. Da subito, l’odore nauseabondo di cibo marcio e immondizia invade le narici della compagnia. La tana dei goblin è in realtà una ex-miniera di ferro, tutto è ricoperto da un sottile strato di polvere nerastra, probabilmente limatura.
La prima stanza è una specie di deposito, alcuni carretti giacciono rovesciati vicino a delle rotaie. Immondizie e cumuli di materiale riempiono la sala. Il primo scontro con i goblin non si fa attendere, ma i nostri eroi superano agevolmente la scaramuccia trucidando gli umanoidi. L’esplorazione del dungeon procede tra trappole, agguati dei goblin (e dei lupi usati come cavalcatura) puntualmente arginati dall’abilità dei personaggi e raccolta di tesori. Ad un certo punto, Eve scopre un passaggio segreto che conduce ad una sorta di stanza nascosta sotto la miniera. Pare trattarsi di un deposito di barili di polvere da sparo. Muten Dan ne approfitta subito arraffando quanta più polvere può; anche Elander svuota un’otre di vino e la riempie di polvere. Su una delle pareti si trova una lapide di ferro che reca la scritta:
“Qui giace Cumilin, grande costruttore!”
Ai piedi della lapide c’è uno scrigno, contenente alcuni oggetti interessanti tra cui una collana (che si rivela essere magica), una statuetta raffigurante uno gnomo (”A Cumilin”), una gemma finemente intagliata da Cumilin ed alcune pagine di diario. Leggendole, i nostri eroi apprendono parte della storia della costruzione della miniera: Cumilin, un geniale gnomo costruttore, aveva sperimentato l’utilizzo della polvere da sparo per scavare in modo più rapido ed efficace la roccia delle montagne. Il diario si conclude con una grafia diversa, che racconta della morte di Cumilin in seguito ad un non meglio precisato incidente e dell’abbandono dello sfruttamento della miniera.
La discussione su come dividere il materiale trovato attira l’attenzione di un paio di goblin, che entrano nel passaggio segreto per attaccare il gruppo. Nonostante Joshua avvicini pericolosamente la sua torcia al cumulo di polvere da sparo, fortunatamente il gruppo non salta in aria e riesce agevolmente a sbarazzarsi dei goblin. Essendo ormai notte inoltrata, il gruppo decide di uscire dalla miniera ed accamparsi nel bosco, in attesa della luce del mattino. Durante il turno di guardia di Noah, una pattuglia di goblin esce dalla miniera ed inizia a perlustrare il bosco. Noah, invece di svegliare il gruppo, decide di nascondersi. Fortunatamente la pattuglia non trova l’accampamento dei personaggi, e prosegue la sua battuta di caccia notturna. Il resto della notte procede tranquillo.
Giorno 7, Elesias 1372 CV
Dopo che il chierico ha pregato Lathander e il mago ha studiato i suoi incantesimi, il gruppo prosegue l’esplorazione della miniera. Una trappola disposta sul pavimento rischia di uccidere Elander, che precipita per 6 metri dentro un buco del pavimento. Successivamente, il gruppo si imbatte in una sorta di armeria goblin, in cui si notano anche alcuni carri. Sulla parete, incatenato al muro, c’è un umano piuttosto malconcio, evidentemente prigioniero dei goblin. L’umano fatica a parlare, si presenta come Munner e implora il gruppo di liberarlo. Chiede anche se hanno visto il suo compagno, che è stato portato via qualche giorno prima dai goblin. Dopo alcuni vili ricatti da parte di Eve, Noah e Muten, mossi a pietà, Elander e Joshua liberano Munner, che subito si dirige verso un carro, recuperando uno scrigno che consegna ai personaggi come ricompensa per averlo liberato. Munner si aggrega al gruppo con la speranza di ritrovare il compagno scomparso. Vagando per i corridoi, il gruppo nota una fenditura in una parete, un passaggio si apre scendendo verso il basso. Quello che attira l’attenzione di tutti è l’intensificarsi della puzza in prossimità della fenditura. Resti non identificabili di creauture giacciono all’ingresso del passaggio. Intorno alla fenditura sono dipinti dei simboli arcani, che però non rivelano, apparentemente, alcun carattere magico. Grazie alle proprie conoscenze religiose, il gruppo si rende conto che nelle iscrizioni ricorre il simbolo di Magubliyet, il dio dei goblin. Nonostante l’atmosfera sia carica di foschi presagi, Eve e Muten decidono di entrare nella fenditura. Il pavimento scende verso il basso, ricoperto di ossa. Ad un certo punto Eve viene colta dalla nausea e non riesce a proseguire. Muten arriva in fondo al passaggio: qui si apre una caverna con al centro un catafalco. Sopra il catafalco giace una creatura più piccola di un essere umano, gli occhi rossi luminiscenti spalancati a fissare il soffitto, persi in un odio senza tempo e limiti. La pelle è tirata e pallida, i denti aguzzi si intuiscono uscire dalle labbra. Terrorizzato, Muten scappa, tornando insieme al gruppo. A metà strada trova Elander, colto dagli spasmi del vomito. Insieme tornano alla miniera. La decisione più saggia sembra quella di continuare l’esplorazione senza disturbare la creatura, e così il gruppo procede. In una stanza, viene trovato un altare sacrificale su cui giace un umano, presumibilmente il compagno di Munner. L’uomo è evidentemente morto, il suo corpo è dilaniato. Ma quello che colpisce di più è la leggera luminescenza rossastra che brilla in fondo agli occhi del cadavere. Muten cosparge di polvere da sparo il corpo e gli dà fuoco. Subito il fumo invade la miniera, costringendo i PG ad allontanarsi. Un odore nauseante di carne bruciata si sovrappone al fetore dell’immondizia.
Finalmente, gli eroi giungono nella stanza del capo della banda di goblin, Ikik, che, circondato da quattro guardie del corpo, gli accoglie dicendo: “Stolti, non sapete chi è Ikik? Io è Ikik e ora noi uccidere voi!”. Lo scontro è piuttosto feroce: Elander rischia di essere decapitato da Ikik che, sfruttando le sue abilità, era riuscito a coglierlo alla sprovvista alle spalle, ma per fortuna Noah lo salva con un tempestivo dardo incantato. Lo scontro termina vittoriosamente. Nella stanza è incatenata Helena, malconcia, che viene liberata e curata da Joshua. Tra i due nasce subito una simpatia. Helena spiega di essere stata catturata dai goblin, percossa e seviziata, e di aver sentito urla da parte di altri prigionieri che venivano sacrificati. Jakob riabbraccia la figlia ed insieme il gruppo esce dalla sala del trono. L’ultima stanza da esplorare si rivela essere un laboratorio. Un vecchio goblin circondato da due guardie, si presenta ai PG come Raki, lo sciamano della tribù ed invita i personaggi ad uscire finchè sono in tempo, perchè Colui Che Striscia nelle Tenebre potrebbe sfuggire da un momento all’altro al suo controllo. Si apprende che lo sciamano, tramite i simboli dipinti sulla fessura, mantiene confinata la creatura che giace nel sottosuolo, ma che l’effetto del suo incantesimo è limitato e che sono necessari sacrifici per placare l’ira della bestia che altrimenti si rivolgerebbe contro la tribù (peraltro spazzata via dai PG). Gli eroi, ponderando sulle parole dello sciamano, decidono di lasciarlo in vita e di uscire dalla miniera. All’uscita però, sono attesi dalla pattuglia goblin di rientro. Il gruppo, ormai provato, ha qualche difficoltà a superare questo scontro, Elander è costretto a battere in ritirata. Un’improvvisa dose di fortuna però aiuta i PG a vincere anche questa battaglia.
E’ tempo di accamparsi per la notte.