Archivio di Gennaio 2006

Prima serata ad Auvandell (by Daniele, 2)

Martedì 17 Gennaio 2006

9 Elesias, 1372 CV - Primo pomeriggio

Dopo l’incontro del gruppo con Elander e Fratello Sofferente, il quale ha curato Joshua Brightspirit, il party riprende il viaggio verso Auvandell. Durante il viaggio, Fratello Sofferente cerca di confortare tutti, ed in particolare Helena e Munner, i quali hanno subito delle esperienze traumatiche nella miniera di Cumilin (la prima era stata rapita dai goblin, mentre il secondo aveva anche dovuto subire la morte del suo compagno di viaggio). Inoltre i PG chiedono notizie del villaggio a cui sono diretti, sia a Elander che allo stesso Fratello Sofferente.

L’arrivo al villaggio di Auvandell avviene nel pomeriggio inoltrato. I PG scorgono come prima cosa l’antica torre di avvistamento nanica, attorno alla quale è sorto il villaggio, su cui ardono dei fuochi. Durante l’avvicinamento scorgono del movimento di fuochi sulla torre, e anche sulla più piccola torre di guardia fuori dal paese (come essi intuiscono, si tratta di segnalazioni dell’arrivo di stranieri). Il piccolo villaggio è cinto da mura di pietra merlate alte 2,5 mt, ed i PG si trovano davanti ad un portone di legno sbarrato, sormontato da una torretta alta 4 mt. Appare la testa di un uomo armato sulla torretta, che subito scompare. Si ode l’ordine: “Aprite, è tornato il ranger” ed il portone viene aperto.

I PG vengono accolti da quattro guardie armate di spada, più il capitano Steve Berallion. Si tratta di un guerriero di 33 anni, dal pizzetto ben curato. Bene armato, porta un mantello e sopra all’armatura un tabarro con il simbolo di Auvandell (una torre e un cavaliere che trafigge un drago). Il capitano si presenta, accoglie gli appartenenti al gruppo, consiglia loro di passare la notte alle “Armi del Filone d’Argento” e chiede loro gentilmente di voler dare la propria disponibilità per l’indomani mattina, per raccontare gli ultimi accadimenti al consiglio del villaggio. Infatti, Elander aveva spiegato che i PG avevano avuto problemi, e gli abitanti di Auvandell sono giustamente interessati, perché si tratta proprio della loro zona. Infine, prima di congedarsi il capitano Berallion esorta il gruppo ad entrare nell’edificio delle guardie di porta Silverymoon, dove come di prassi un funzionario chiede nome e occupazione di tutti gli appartenenti al gruppo. Il gruppo sembra inizialmente un po’ perplesso sulla necessità di dichiarare il proprio nome, e sulla richiesta di raccontare gli ultimi fatti. Soprattutto Noah non si capacita dello scopo di tutto ciò, ma Joshua la invita ad adeguarsi alle richieste. Lei comunque dichiara un nome falso al funzionario, che sembra credere senza ombra di dubbio che l’halfling si chiama Polianna e fa la ballerina.

Il gruppo entra nel villaggio quando sono circa le sette di sera. Helena, suo padre e Munner, molto provati dagli ultimi avvenimenti, si dirigono direttamente alla locanda. Lo stesso fa Elander. Lo gnomo Dan Muten e Noah vogliono visitare la bottega del mago di cui hanno saputo dal funzionario, Joshua va in cerca del tempio di Lathander, mentre Eve vuole dare un’occhiata al villaggio. I PG quindi si salutano e si danno appuntamento per cena alla locanda.

Eve è attratta dalla possente torre, e si chiede quale mistero possa celare al suo interno. Chiede informazioni ad un villico, il quale gentilmente gli spiega che si tratta di un’antica torre di guardia nanica, attorno a cui è sorto il villaggio. Egli poi le racconta la leggenda di Auvan Arlandspyr, l’eroe umano che sconfisse un drago per conto del re del regno nanico di Delzoun: la torre sorgerebbe nel luogo in cui si trovava la tana del drago, ed i suoi tesori. Eve resta un po’ delusa, dal fatto che la torre sia ora una semplice torre di guardia, e chiede al popolano quale sia il miglior luogo per ottenere informazioni.. ella è sempre parecchio diffidente di tutto ciò che le viene detto, ma in questo caso si fida dell’informazione: la taverna “Armi del Filone d’Argento”, gestita dalla gnoma Hostwyn Branblemark, è il posto ideale. La mezz’elfa si dirige quindi alla locanda, e viene accolta da Nathee, una figlia di Hostwyn. Si siede vicino allo spillatoio, si fa servire una birra, e poi fa la conoscenza di Hostwyn, una gnoma di roccia di 76 anni (non giovanissima), pelle marrone scura, lunghi capelli castani e occhi blu. Eve chiede spiegazioni sull’incontro con i barbari, e la gnoma le risponde che in effetti anche una famiglia di halfling ha avuto lo stesso problema. Poi vuole anche sapere qualcosa sugli Zent, ma la locandiera non sa dirle molto. Eve non si fida, crede di essere imbrogliata, ma Hostwyn le assicura che se sapesse qualcosa non avrebbe remore a parlare. Quindi la mezz’elfa sembra tranquillizzarsi un poco, e rimane in attesa dei compagni. Dopo non molto arriva alla locanda anche Joshua, che era passato a visitare il locale tempio di Lathander.

Nel frattempo, lo gnomo e la halfling hanno bussato alla bottega di Vordrigan l’esperto, il quale, dopo aver sbirciato dallo spioncino della porta, ha riaperto la bottega che aveva appena chiuso per la sera. Vordrigan ha 55 anni, è alto e magrolino. In piazza, naso aquilino. Come famiglio possiede un tressym, una specie di gatto alato. E’ incasinato come il suo laboratorio, con vari oggetti magici custoditi in teche di vetro, tra cui soprattutto armi ed armature. Indossa un mantello nero e fuma la pipa. I due PG spiegano di essere un mago ed una strega e Vordrigan, capendo che si tratta di avventurieri alle prime armi, consiglia loro l’acquisto di qualche pergamena di livello base. Dan Muten compra per 25 mo una pergamena di “Animare corde”, mentre Noah è molto abile a contrattare con il mago e, facendo leva sul fatto di compiere una missione per gli Arpisti, riesce ad aggiudicarsi per 120 mo due pergamene, una di “Identificare” ed una di “Sonno”.

I PG quindi si ritrovano tutti alla locanda, composta da una grande stanza, ben riscaldata da due camini a legna. Ci sono diversi tavoli di legno, e un palco per le esibizioni. Comodamente seduti attorno ad un tavolone, mangiano arrosto alle erbe e bevono birra. La locanda è piena di gente, anche del posto, in quanto per la serata è previsto uno spettacolo. I PG hanno il tempo di guardarsi attorno. Ad un tavolo ci sono Helena, Jacob e Munner, che li salutano. Ad un altro un halfling ben vestito con suo figlio ed un gatto di compagnia. Ad un altro ancora un vecchio nano solitario dalla lunga barba bianca.

Nella locanda è anche presente un giovane uomo di 28 anni, dal fisico agile ed atletico. Veste con una camicia di pregiata fattura, sotto ad una giacca di pelle, ed è armato fioretto. L’uomo lancia delle occhiate ad Eve, la quale se ne accorge e non ci pensa due volte ad andare al suo tavolo per chiedergli “che cazzo vuole”. Essa viene però presa in contropiede quando il giovane le dice “Buona sera signorina Eve, la stavo aspettando”. Egli dice di chiamarsi Martin Valentine, e di essere un collega nonché amico di suo padre Lord Leland Silverstar. Dice di venire per conto del padre, il quale è molto preoccupato per la figlia, e la esorta a ritornare a casa. Lei risponde che tornerà solo quando il padre avrà cambiato vita, e Valentine dice che il padre si aspettava un rifiuto, e le consegna una pergamena. Si tratta di una lettera di credito del valore di 200 mo, firmata da Lord Leland Silverstar, da presentare alla sede della Compagnia Mercantile della Lega di Silverymoon, presente in ogni grande città delle Marche d’Argento.

Nel frattempo, un gruppo di quattro nani sta brindando rumorosamente per festeggiare il fatto di aver ricevuto una missione, quella di accompagnare una carovana di metalli fino a Sundabar. Il capo dei quattro è un nano maturo, di 85 anni, che porta lunghi capelli intrecciati e barba bionda legata alla cintura. Tra gli altri c’è anche un certo Thorin Dur, un giovane nano molto esaltato e rumoroso. La compagnia dei PG non può non notarlo, e lo gnomo Dan Muten lo insulta al grido di “Buffone!”. Thorin, che dimostra un udito finissimo, individua subito lo gnomo, e si presenta al tavolo dei PG chiedendo chi osa insultare i nani. Malgrado la mediazione di Joshua, che offre da bere a Thorin, e della ostessa, il nano molto orgoglioso e suscettibile non si calma, anche perché lo gnomo non la smette di prenderlo in giro. Per giunta, ci si mette anche Noah che con una magia solleva il boccale del nano e gli rovescia la birra in testa. La situazione rischia di precipitare nella rissa, quando l’inizio dello spettacolo distrae l’attenzione dei litiganti.

Lo spettacolo consiste nell’esibizione del bardo locale, Hansen il Bello, un umano dalla corporatura snella e dal viso attraente, con una lunga chioma bionda, tenuta da un cerchio. Indossa stivali di cuoio ed un lungo mantello celeste striato di bianco. Inizialmente intrattiene il pubblico suonando uno strumento a corda, poi introduce l’altro protagonista della serata: si chiama Ciobin, ed è uno gnomo di 75 anni. E’ un mago illusionista, caotico buono. Porta capelli corti biondi e pizzetto biondo. Ha un viso rotondo e rubicondo, e va fiero del suo grosso e paonazzo naso a patata. In scena si presenta con un abito di calzamaglia a righe verdi e rosse, con scarpe a punta e cappello con sonagli, dello stesso colore. Egli inizia con una serie di prestidigitazionei e poi invita un volontario sul palco. I PG spingono avanti Noah, che si offre. Ciobin fa qualche trucco con lei facendo sparire e riapparire delle monete, ma è disturbato da Dan Muten che ne frattempo produce un forte rumore di scorengia proveniente dalle parti del nano Thorin Dur. Allora Ciobin, punto sull’orgoglio, sfida l’altro mago a chi crea l’illusione più grande, e si cimenta in un’”Immagine maggiore”, materializzando la grande testa di un feroce drago rosso, che soffia nella direzione di Dan Muten. L’illusione è completa di suoni e calore. Dan capisce che Ciobin è un mago potente, e pensa bene di ritirarsi prima di beccarsi qualche dardo incantato. Anche Noah, impressionata, torna al tavolo dei PG. Lo spettacolo finisce con una spettacolare ricostruzione visiva della leggenda di Auvan Arlandspyr: Hansen suona e narra la leggenda mentre Ciobin, che nel frattempo si è reso invisibile, crea delle illusioni con le immagini dell’intrepido cavaliere che affronta il drago e lo trafigge con la sua lancia. Il pubblico applaude apprezzando molto il gran finale della coppia.


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