Undicesimo giorno di Solealto 1372.
Al sorgere del sole, i PG partono insieme alla carovana di metalli. Il gruppo impiegherà 4 giorni per percorrere i 100 km che separano Auvandell da Sundabar. Di seguito la composizione della carovana. In testa, c’è un carro tirato da due buoi, guidato da Thingrim Dunkan, dove sono conservate le provviste per il viaggio (compresa una riserva di biada per i buoi), più gli oggetti dei nani. Poi 3 carri tirati da due buoi ciascuno, che trasportano lingotti grezzi di rame, piombo e ferro (ogniuno dei nani della scorta guida un carro). Un carretto tirato da un mulo, guidato da Arturo Piedirugosi, che trasporta i tessuti da lui commerciati. La gattina Rosamunda sta comodamente sul carretto. Un pony cavalcato dal figlio Giovannino Piedirugosi. Un asino cavalcato dal vecchio nano Barundar. Un pony cavalcato dallo gnomo Ciobin. Infine, i PG con relative cavalcature.
Il sentiero discende nella valle di Sundabar, costeggiando il piccolo fiume Auvandell, in un territorio che diventa sempre meno aspro e accidentato, e sempre più fertile mano a mano che ci si avvicina a Sundabar. Tuttavia, tale zona è scarsamente popolata, in quanto fino a cinque anni prima (1367) Cittadella Felbarr era nelle mani degli orchi.
Il gruppo si ferma per una breve sosta a metà giornata, e ne approfittano gli halfling per proporre, al prezzo di 5 mo, una valutazione delle gemme in possesso dei PG. Eve si vuole cimentare per prima nella valutazione, che le riesce discretamente bene. Poi è il turno di Arturo, che si avvale dell’ausilio di una lente d’ingrandimento. Arturo conferma sostanzialmente la valutazione di Eve, con qualche piccola correzione. Ad ogni modo, gli halfling non acquistano le gemme, spiegando che attualmente anche loro sono in possesso di gemme che intendono vendere a Sundabar, mentre non hanno disponibilità di denaro contante. Nel frattempo, Ciobin si dimostra molto curioso a proposito delle gemme dei PG, e vorrebbe vedere anche quelle degli halfling.
Poi il gruppo riparte e, verso metà pomeriggio, lungo il fiumiciattolo, si imbatte nel cadavere di una branta (appare simile alla carcassa di un cavallo dal collo lungo), dilaniato e mangiato. E’ vecchio di qualche giorno, ormai in fase di decomposizione. Si trovano impronte di un gruppo di brante che erano venute per abbeverarsi e di un predatore.
Una tigre rossa (anche detta gatto delle nevi) scesa dalle montagne inferiori è affamata e segue a distanza il gruppo, che se ne accorge nel tardo pomeriggio. I PG scorgono la tigre che li segue guardinga muovendosi a mezza costa sulle pendici delle montagne Inferiori. Alcuni membri del gruppo tentano di avvicinare la tigre arrampicandosi sulle colline, ma l’animale si allontana agevolmente balzando più in alto sulla montagne.
Giunta sera, il gruppo si accampa per la notte in corrispondenza di un’ansa del piccolo ruscello. I carri vengono disposti tutto intorno a semicerchio, per proteggere l’accampamento. La notte è disturbata dai ruggiti della tigre, che si avvicina facendo cerchi sempre più stretti attorno all’accampamento. Infine, la tigre si prepara ad attaccare. Il gruppo è deciso a proteggere le cavalcature, che vengono sistemate a ridosso del ruscello in posizione riparata. I nani, ma soprattutto Joshua il chierico, si sistemano in prima linea, e accerchiano la tigre. L’animale ferisce un nano e Joshua, ma è bersagliata dai colpi dei PG. Anche Eve si da da fare, sale su un carro e infligge un colpo critico alla tigre da posizione sopraelevata. La tigre è molto robusta, ma capisce di stare per soccombere. Tenta un’ultima fuga disperata, ma viene finita dai PG. La sua carcassa giace nel ruscello, e il mattino seguente verrà scuoiata (peraltro in modo molto maldestro) dai nani.
Dodicesimo giorno di Solealto 1372.
Il gruppo riparte e a metà della giornata i PG incontrano un gruppo di 6 brante, che si disperdono quando il gruppo si avvicina. Nel frattempo, i PG possono conoscere meglio gli altri membri della carovana. Ciobin è sempre curioso delle gemme degli halfling, e chiede loro di mostrarle. Sono diverse gemme, alcune di discreto valore, tenute in un sacchetto.
Verso sera, il gruppo arriva nei pressi di una costruzione. Si tratta di una fattoria, che sorge nei pressi del piccolo fiume Auvandell. Un mulino prende acqua dal fiume stesso. Il gruppo chiede ospitalità agli abitanti, una famiglia allargata di umani. Si tratta di tre fratelli (Ubert è il maggiore, Hans e Helmut) provenienti da Sundabar, le loro mogli e un totale di dieci figli. Essi accolgono il gruppo nella fattoria per la notte, proponendo loro di dormire nella stalla. (Le donne del gruppo, Eve e Noah, vengono accolte a dormire in casa presso le calde braci del focolare).
Gli altri del gruppo dormiranno nella parte alta della stalla, dove viene conservato il fieno (si sale con una scala). Non sarà il massimo della vita e puzza un po’, ma è un luogo caldo, e dormire sulla paglia è confortevole. Per eccesso di zelo, pur essendo all’interno della fattoria, il gruppo decide di fare comunque i turni di guardia. Quindi a turno una guardia del gruppo sta fuori dal fienile a controllare la situazione. Nella notte non avviene nulla di insolito, a parte un movimento di Giovannino che scende dal fienile per andare a orinare (è visto scendere ed andare dietro al fienile da Joshua e da uno dei nani).
Tredicesimo giorno di Solealto 1372.
Al mattino, Elander (che custodiva le varie gemme guadagnate dal gruppo in un sacchetto, posto in nello zaino) si accorge che gli sono state sottratte. Qualcosa di analogo succede anche a Thingrim (che perde i suoi soldi, alcuni dei quali servivano per pagare i mercenari) e ad Arturo (che dice di aver perso le gemme che aveva mostrato al gruppo). Tutti sono molto incazzati, ed incominciano a frugare dappertutto. Thingrim pretende che tutte le borse vengano aperte, e che si perquisisca anche la casa. I fattori sono abbastanza in imbarazzo, assicurano di non c’entrare nulla. Nonostante ciò, non si trovano i preziosi.
Non trovandosi il colpevole, il gruppo è costretto a ripartire per Sundabar in un clima di sospetto reciproco, e lì chiarire la questione. Infatti, Thingrim sa della Hall of Everlasting Justice, il tempo di Tyr dove i chierici individuono chi mente. Anche uno dei fattori si offre di seguire il gruppo a Sundabar per testimoniare.
Quattordicesimo giorno di Solealto 1372.
Si tratta dell’ultimo giorno prima dell’arrivo a Sundabar. Appena dopo mezzogiorno, il gruppo incontra una pattuglia degli Shieldsar, la milizia di Sundabar. La pattuglia è composta da 10 uomini armati a cavallo. Il capitano delle guardie si presenta come Isidor Basham. Si può riconoscere che è un paladino, per la sua armatura completa di pregiata fattura, con una incisione del simbolo sacro di Helm all’altezza del cuore. E l’occhio aperto di Helm è anche inciso sul suo guanto d’arme destro. Come arma ha uno spadone a due mani. La sua cavalcatura è un maestoso cavallo da guerra. Il paladino è un uomo sulla trentina, molto imponente alto 1:90 e robusto. E’ un tipico abitante delle Marche d’Argento: biondo e dagli occhi azzurri freddi come il ghiaccio. La voce è profonda e inflessibile. Il capitano Basham saluta il gruppo dei PG e chiede chi comanda la comitiva. Prende quindi la parola il nano Thingrim, che con fare orgoglioso spiega la motivazione del viaggio della carovana da Auvandell a Sundabar. Poi dice, aiutato da Joshua Brightspirit, che purtroppo c’è stato un increscioso accadimento, e spiega del furto. Allora lo sguardo del capitano Basham si fa cupo, ma senza cambiare il tono della voce dice vorrà scortare i PG a Sundabar, dove chi di dovere deciderà come agire.
Prima di entrare in Sundabar, i PG devono passare il fiume Rauvin, in cui si immette il piccolo fiume Auvandell, in un punto in cui il fiume è abbastanza stretto. Ancora navigabile, ma largo solo una decina di metri. In corrispondenza della strada c’è un ponte largo una decina di metri. Alla sera del quattordicesimo giorno, la carovana entra in Sundabar da porta Rivergate.
Sundabar sorge dove c’era una cittadella nanica del glorioso regno di Delzoun, Sundbarr. E’ fornita di doppie mura con fossato pieno d’acqua in mezzo. I PG entrano da porta Rivergate. Ogni persona della carovana viene accuratamente registrata con nome e scopo dell’ingresso a Sundabar, in una maniera molto più formale di quanto fatto ad Auvandell. Viene anche richiesto il pagamento di una piccola tassa di ingresso: mezza moneta d’oro (prima era il doppio, ma poi è stata ridotta dal nuovo Governante di Sundabar, Helm amico dei nani). Essi non vengono subito fatti passare per il ponte. Infatti prima il capitano Basham vuole fare rapporto ad un capitano delle guardie cittadine, gli Stone Shield. Passa una mezzora in cui il gruppo attende appena all’interno della porta, in uno spazio comunque molto ampio, sotto l’occhio vigile di alcuni Stone Shield armati di lancia.
Infine, si presenta il capitano delle guardie, con una armatura a scaglie, spada e lancia. Si tratta di Thomas Firestone, un uomo di 35 anni, di corporatura media, dallo sguardo inquisitore. Egli all’inizio dice che il gruppo dovrebbe essere schiaffato direttamente in gattabuia. Sospetto è la parola d’ordine a Sundabar, che grazie alla sua prudenza resiste in mezzo ad un mare di barbarie. Ma poi, decide quanto segue. La gente di Sundabar è sospettosa ma anche e soprattutto giusta. Non è giusto trattare tutti come colpevoli.. Quindi, tutti quanti verranno scortati in una locanda modesta, ma dignitosa, con la raccomandazione di rimanere lì e di sorvegliarsi a vicenda. L’indomani mattina verranno chiamati per recarsi nella Hall of Everlasting Justice per essere interrogati dai chierici di Tyr. Firestone chiede al gruppo se accettano queste condizioni. Quindi, avuta risposta positiva, essi vengono scortati attraverso il ponte.
I PG vengono scortati da Firestone ad una locanda di basso prezzo, spartana ma pulita, poco distante da Rivergate. Si tratta della locanda dell’Artiglio Spezzato, gestita da un ex-avventuriero in pensione, Gotfried lo Sguercio. E’ un ritrovo preferito dai viaggiatori non particolarmente ricchi, ma desiderosi di un buon boccale di birra (al piano terreno) ed un alloggio discreto (al primo piano). Il capitano delle guardie, Thomas Firestone, parla direttamente con lo Sguercio e gli spiega la situazione. Il locandiere accetta di ospitare il gruppo, ovviamente in cambio del pagamento anticipato del prezzo standard: 3 mo per cena più un pernottamento, più l’avviso di non fare casino, e di non rompere nulla, altrimenti dovranno pagare. C’è giusto una camerata con una dozzina di brandine, per i gruppi numerosi. Thomas Firestone si congeda dicendo che lascerà 3 guardie fuori dall’alloggio dei PG, e che l’indomani mattina, un’ora dopo l’alba, esse scorteranno il gruppo alla Hall of Everlasting Justice.
Il gruppo si prepara per la notte. Ciobin è nervoso, continua a ripetere di essere innocente, ma si sente accusato e crede che verrà considerato il colpevole. Non è poi molto ben disposto verso il clero di Tyr, e si capisce che non gradisce l’idea di essere interrogato alla Hall of Everlasting Justice. Quindi, i PG si organizzano per i turni di guardia insieme ai nani della scorta. Durante il turno di guardia di Noah, Ciobin si sveglia ed entra in paranoia. Dice a Noah che non vuole essere interrogato, anche se non è lui il colpevole. Ciobin si fa prendere completamente dal panico, e matura il proposito di fuggire. Mentre parla con Noah, utilizza il suo anello di invisibilità, con parola di comando “non mi vedi più!” per sparire. Mentre lo gnomo diventa invisibile, Noah sveglia tutti gli altri. Essi cercano di catturare Ciobin, e per questo Noah lancia un detect magic, e individua la sua aura magica in un angolo della stanza. Eve ed il nano Torin Dur si lanciano verso l’angolo, ma incontrano solo un’inconsistente nebbiolina. In effetti Ciobin si è lanciato anche l’incantesimo “forma gassosa”, grazie al quale ha assunto una consistenza eterea. Lo gnomo si dirige quindi verso la finestra, mentre Noah tiene sempre sono mira la sua aura magica. L’halfling lancia un dardo incantato verso lo gnomo, che viene ferito ma riesce ad uscire dalla finestra, fluttuando nell’aria. Eve apre la finestra e salta giù, ma la caduta, seppur da un’altezza minima, le causa qualche ferita. Intanto, gli altri si precipitano già dalla scale fuori dalla locanda, allertando anche le guardia che erano rimaste appostate. Il nano Torin Dur riesce a seguire le tracce di sangue lanciate da Ciobin, ma aver fatto un po’ di strada si rende conto di averlo perso, e ritorna alla locanda.
Quindicesimo giorno di Solealto 1372.
L’indomani tutti i membri del gruppo vengono comunque condotti alla Hall of Everlasting Justice per essere interrogati. Si tratta del maggiore tempio di Sundabar del clero di Tyr e Torm. Si affaccia sul Circolo, la piazza principale di Sundabar, di fronte alla Master’s Hall. Lo stile è quello di una cattedrale gotica, ma la pianta è a forma di bilancia.
L’interrogatorio è presieduto da due chierici di Tyr: Frate Giusto e Sorella Onesta. I membri del gruppo vengono fatti posizionare all’interno di un’area circolare del raggio di 9 metri, posta in una zona ribassata al centro della cattedrale, nel punto che corrisponderebbe al perno della bilancia. Una candela magica viene accesa al centro del cerchio, creando una zona della verità all’interno della quale non è possibile mentire. Quindi, l’interrogatorio ha inizio.
Prima di tutto i due chierici rivelano l’allineamento di tutti. Non è presente nessun malvagio, ma individuano diversi caotici: Giovannino e Arturo, Noah e Dan Muten. Poi, i chierici formulano diverse domande specifiche per individuare i responsabili dei furti. Le domande poste dai chierici di Tyr sono:
· Sei tu coinvolto, direttamente o indirettamente, nel furto degli oggetti in possesso di Elander, Arturo e Thingrim?
· Sai tu, o credi di sapere, dove si trovano gli oggetti rubati?
· Conosci tu, o credi di conoscere, degli indizi utili per scoprire il colpevole?
· Nutri in cuor tuo qualche sospetto?
Nessuno confessa di essere il ladro, e molti esprimono i propri sospetti. Gli halfling, il nano Thingrim e Dan Muten sospettano del fuggiasco Ciobin, mentre Joshua e Torin Dur mostrano qualche perplessità riguardo agli stessi halfling Arturo e Giovannino. Grazie al suggerimento del chierico e del nano, i due chierici di Tyr perquisiscono tutti i membri del gruppo e individuano gli oggetti (e le aure) magiche. In particolare, Giovannino ha nello zaino un anello che viene requisito per essere analizzato (Giovannino rimane vago sulla sua funzione). Infine, prima di rilasciare tutti, viene chiesto aiuto per catturare Ciobin, il possibile colpevole. Viene anche promessa una ricompensa per l’aiuto.
Prima di congedarli, i chierici chiedono a Joshua di parlare un momento i privato, e gli dicono che, se avrà bisogno di qualche informazione utile, può provare a chiedere all’oste dell’Artiglio Spezzato, Gotfried lo Sguercio, che in realtà è uno dei Watchful, i Vigilanti, la rete di spionaggio interna di Sundabar. Massima riservatezza però, la sua copertura non deve essere rivelata. A Joshua viene consegnata questa lettera:
“Joshua Brightspirit, sappi che il locandiere dell’Artiglio Spezzato è in realtà uno dei Watchful, la rete di spionaggio della città. Egli potrà esserti di aiuto se avrai bisogno di qualche informazione. Massima riservatezza però, la sua copertura non deve essere rivelata. Puoi dirlo ovviamente a chi ritieni degno della tua fiducia, ma la responsabilità sarà soltanto tua.”
Dopo il colloquio, tutti quanti tornano alla locanda, ma gli halfling si allontanano subito, ignari di essere sotto osservazione. Elander invece dice che andrò a cercare tracce dello gnomo fuori città, e parte. Nel frattempo, Ciobin aveva fatto arrivare un messaggio alla locanda per i PG, ed in particolare per Noah. Ecco il testo della missiva:
“Cara Noah, anche se mi hai colpito con un dardo incantato, quando ci siamo parlati ho creduto che tu non mi ritenevi colpevole. E così anche alcuni dei tuoi amici, mi pare, soprattutto Eve e Joshua. Quindi, voglio provare a fidarmi di voi. Questa sera fatevi trovare alla bettola dell’Orco Impiccato, ho qualcosa da dirvi. Non sono io il ladro, ho agito d’impulso scappando. Ma forse posso aiutarvi a smascherare il vero colpevole, se vi fiderete di me.” Firmato: il Grande Mago Ciobin.
I PG decidono di fare un primo sopralluogo alla bettola di giorno, ma non trovano nulla di interessante. Di sera, alla bettola i PG vengono avvicinati da una donna, che dice di parlare per Ciobin. Joshua intuisce che si tratta proprio del mago, che si era magicamente camuffato. Allora lo gnomo si rivela, e dice che forse c’è un modo per scoprire il ladro, se ha usato capacità magiche. Con un “dispel magic” (dissolvi magie) ai sospetti ed al loro equipaggiamento, si potrebbero annullare eventuali incantesimi che potrebbero nascondere gli oggetti rubati. E’ solo una possibilità, ma potrebbe dare qualche risultato. Quindi, i PG riescono dopo un po’ di insistenza a convincere Ciobin a presentarsi dai chierici di Tyr, per provare la propria innocenza.
La sera stessa, essi si ripresentano al tempio di Tyr, e riescono a farsi dare udienza da fratello Giusto, che lancia una zona di verità su Ciobin e poi lo interroga. Lo gnomo afferma di non essere il ladro, e così si scagiona. Fratello Giusto consegna comunque ai PG il premio promesso per aver “catturato” Ciobin. Si tratta di una pozione di guarigione per ciascuno.
Inoltre, il chierico di Tyr rivela nuove importanti notizie ai PG. L’oggetto magico che era stato requisito ai due halfling è un’anello dello scudo mentale, che serve per nascondere i propri pensieri e per mentire. A questo punto, i sospetti passano da Ciobin agli halfling, i quali sono sotto osservazione e risiedono ancora a Sundabar, in un’altra locanda, il Malshim’s house.
Il chierico di Tyr spiega ai PG che le guardie cittadine potrebbero riuscire a catturare gli halfling, ma che un aiuto da parte del gruppo sarebbe accettato con gratitudine. I PG di aiutare a catturare gli halfling, e quindi fratello giusto prepara un documento con scritto: “Io, fratello Giusto del Tempio della Giustizia Sempiterna di Tyr, autorizzo il possessore di questo lasciapassare a richiedere l’aiuto e l’assistenza di qualsiasi cittadino di Sundabar, allo scopo di salvaguardare l’ordine in città. Il possessore di questo documento è un alleato fidato di Tyr.” Con sigillo di Tyr, firmato da Fratello Giusto.
I PG decidono di recarsi subito alla locanda per sorprendere Arturo e Giovannino nel sonno. Tuttavia, gli halfling ormai immaginano di essere sospettati in quanto il loro anello di schermo mentale è stato scoperto. Quindi, si sono rifugiati in una locanda aspettando di valutare il da farsi, non arrischiandosi di uscire dalla città per paura di essere arrestati.
Essi sono al Malshim’s house, una locanda semplice che dà poco nell’occhio, popolare tra i mercanti. Si tratta di un edificio isolato su 2 piani, in pietra. Non immaginano però quanto sia capillare la rete degli “osservatori” di Sundabar, e non sanno di non essere riusciti a far perdere le proprie tracce. Infatti, tutti i PG sono stati pedinati dopo il loro interrogatorio alla Hall, e anche gli halfling sono stati seguiti fino alla nuova locanda, e sono ancora sotto osservazione.
I PG arrivano nei pressi della locanda, e vedono due uomini ubriachi per strada. Noah vuole farli allontanare, e ci riesce parlando con loro e tenendoli occupati. Non sa però che si trattava di due osservatori, che avrebbero potuto aiutarli.
Nel frattempo, gli altri entrano nella locanda e mostrano il lasciapassare di Tyr al proprietario, che indica loro quale è la camera degli halfling. I PG entrano nella camera, che appare vuota. Ma Ciobin, d’accordo con gli altri, individua aure magiche e scopre la presenza di qualcosa di magico. Allora Giovannino si mostra e lancia “spruzzo colorato”, un potente incantesimo per bloccare gli avversari. In effetti, qualcono viene immobilizzato, ma Ciobin che non era stato affetto dall’incantesimo si occupa di sbloccare gli altri. Nel frattempo, Dan Muten colpisce Giovannino con dardo incantato, ed il giovane halfling appare presto in inferiorità numerica. Allora, si sente anche la voce di suo padre, Arturo, che supplica i PG di risparmiare suo figlio, e i due si arrendono. Essi vengono quindi immediatamente scortati fino al tempio di Tyr.
Sedicesimo giorno di Solealto 1372.
La mattina del giorno successivo, gli halfling sono nuovamente interrogati alla Hall of Everlasting Justice, durante un processo pubblico, presieduto dalla sacerdotessa di Tyr di più alto grado, il Defender of Justice, Lathkiera Morlund “Lady Stone”. Si tratta di una donna bella ma dallo sguardo di pietra e dai lineamenti freddi e severi.
Gli halfling confessano di avere rubato gli oggetti del gruppo, sfruttando le capacità di stregone di Giovannino, e le abilità del suo famiglio, la gattina Rosamunda. Infatti, la notte del furto Giovannino aveva trasmesso alla gatta l’incantesimo “restringere oggetto”, con il quale è possibile ridurre le dimensioni di un oggetto, fino a renderlo simile ad un piccolo lembo di stoffa. Il famiglio era poi salito sul granaio ed aveva toccato gli oggetti rendendoli piccoli, e li aveva poi portati al padrone. Giovannino aveva poi usato incantesimi quali “aura imperscrutabile di Nystul” per nascondere l’aura magica degli oggetti. Inoltre, prima del precedente interrogatorio gli halfling avevano bevuto due boccette con pozione di loquacità, per poter annullare l’effetto della candela di verità. Gli halfling ammettono anche che questo non era altro che l’ultimo di una lunga serie di furti di oggetti preziosi, con i quali i due ladri professionisti si erano arricchiti a dismisura.
La pena che Lady Stone decide di applicare è esemplare. Innanzitutto scaglia una maledizione a Giovannino, riducendo la sua facoltà di stregone di lanciare incantesimi. Poi, applica sulla fronte di Giovannino un Sigillo di giustizia che attiverà un altro Scagliare maledizione se l’halfing commetterà un altro furto. Lady Stone dice all’halfling di restituire tutti gli oggetti già rubati in precedenza e di ritornare al Tempio tra un anno, quando si potrà considerare se rimuovere il sigillo e la maledizione.
Il gruppo recupera quindi gli oggetti rubati, che vengono restituiti dagli halfling. I PG vengono ricompensati dal clero di Tyr con una pietra dell’allarme e una bastone evoca mostri. Anche Ciobin si mostra riconoscente nel loro riguardi, e regala loro il suo anello di invisibilità