
Gli esodi, secondo l’accezione moderna che associa questa parola ad uno spostamento in massa di persone dalla città verso località di villeggiatura, tipicamente in auto, mi sono sempre piaciuti. Di qualunque tipo essi siano, pasquali, estivi, natalizi. Più nessuno in giro, in città.
E’ tempo di esodo anche qui a Padova. Me ne sono accorto perché stamattina, andando al lavoro, invece dei soliti 20 minuti per fare cinque chilometri, ne ho impiegato solo sette. Pensavo, inizialmente, che fosse solo legato al fatto che, essendo iniziate le vacanze pasquali per le scuole, larga parte del traffico dovuta alle mamme/papà che accompagnano i ragazzi fosse assente. Ma stasera, tornando, mi sono reso conto che le strade erano ancora vuote. Alla radio, quelli di Caterpillar stavano intervistando alcuni poveracci in coda, e ho realizzato che la città era parzialmente vuota perché molti se ne erano già andati. Che bellezza! Adoro gli esodi: posso finalmente godermi la città, mentre il resto del mondo si autoinfligge disagi in nome della vacanza a tutti i costi.