Archivio di Aprile 2007

E’ tempo di esodo

Giovedì 5 Aprile 2007

Esodo pasquale

Gli esodi, secondo l’accezione moderna che associa questa parola ad uno spostamento in massa di persone dalla città verso località di villeggiatura, tipicamente in auto, mi sono sempre piaciuti. Di qualunque tipo essi siano, pasquali, estivi, natalizi. Più nessuno in giro, in città.

E’ tempo di esodo anche qui a Padova. Me ne sono accorto perché stamattina, andando al lavoro, invece dei soliti 20 minuti per fare cinque chilometri, ne ho impiegato solo sette. Pensavo, inizialmente, che fosse solo legato al fatto che, essendo iniziate le vacanze pasquali per le scuole, larga parte del traffico dovuta alle mamme/papà che accompagnano i ragazzi fosse assente. Ma stasera, tornando, mi sono reso conto che le strade erano ancora vuote. Alla radio, quelli di Caterpillar stavano intervistando alcuni poveracci in coda, e ho realizzato che la città era parzialmente vuota perché molti se ne erano già andati. Che bellezza! Adoro gli esodi: posso finalmente godermi la città, mentre il resto del mondo si autoinfligge disagi in nome della vacanza a tutti i costi.

 

Un fungo che distrugge il grano

Mercoledì 4 Aprile 2007

Pare che sia in arrivo una nuova malattia in grado di distruggere il grano e “mettere a rischio miliardi di persone”. Lo scrive il Newscientist, in un articolo che è anche segnalato sul blog di ASPO Italia. Che sia becero allarmismo (anche se la fonte è di tutto rispetto) o si tratta di una minaccia reale? Ci mancava solo questa.

Le disavventure edilizie di Loris e Cristina

Martedì 3 Aprile 2007

Sono alla disperazione. Svuotato mentalmente di energie e voglia di vivere. Ogni giorno vado in pellegrinaggio al cantiere dove mi stanno costruendo la casa, tipo viaggio della speranza, per più volte nell’arco di una giornata, ed ogni volta lo sconforto aumenta. Nonostante le mie continue indicazioni a muratori, elettricisti, maltaioli, i lavori vengono svolti nel peggior modo possibile e con assoluta incuranza. Qualsiasi lamentela presso l’impresario cade nel vuoto, o si perde nel muro di gomma costituito dalle sue rassicurazioni bonarie puntualmente disattese. Purtroppo, anche l’energia per incazzarmi sul serio si è ormai estinta. Se, un giorno lontano, io e Cristina potremo entrare nella nuova casa, sarà solo per combattere contro errori di progettazione, pregando che la prima pioggia non ci allaghi la taverna o che una perdita di gas non ci ammazzi. Sigh!


Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial 2.5 License.
Login