Archivio di Giugno 2007

Albuquerque, NM

Martedì 19 Giugno 2007

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Questa settimana sono ad Albuquerque, New Mexico, Stati Uniti d’America, per una conferenza. Un’altra occasione per studiare gli americani e le loro abitudini. Riferirò a tempo debito. Per intanto, non aspettatevi particolari update prima di qualche giorno!

Clamoroso: il picco del petrolio sul Corriere!

Venerdì 15 Giugno 2007

Stamattina, al “Il Ruggito del Coniglio” su Radio 2, hanno riportato una notizia apparsa sul corriere di ieri riguardante il picco del petrolio. Estremamente sorpreso, sono andato in cerca della notizia in questione ed eccola qui. L’articolo riprende un pezzo dell’Independent, con le dichiarazioni di Colin Campbell, geologo e fondatore dell’ASPO internazionale (l’associazione che studia il peak oil) nonché espertissimo di questioni riguardanti il petrolio, che sostanzialmente smentisce un rapporto della BP che sosteneva che le riserve di petrolio sarebbero durate per 40 anni. Campbell ha riportato il mondo alla dura realtà: ne avremo al massimo per 4 anni prima dell’inizio del declino. Comunque, la cosa clamorosa è che anche i media tradizionali ormai riportano sempre più frequentemente questioni riguardanti la fine del petrolio. E’ segno che qualche dubbio inizia ad insinuarsi?

L’idrogeno e i biocombustibili non ci salveranno (parte 1 - L’idrogeno)

Mercoledì 13 Giugno 2007

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E’ ora di confutare un po’ di notizie inesatte che si sentono in giro a proposito di idrogeno e biocombustibili, che vengono incautamente diffuse nella (falsa) speranza di poter sostituire le fonti fossili in via di esaurimento. Cominciamo dall’idrogeno. L’idea di un’economia basata sull’idrogeno è sorta sulla base del fatto che l’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’Universo. Inoltre, la resa energetica rispetto a combustibili tradizionali (tipo il diesel) è molto maggiore. Purtroppo, da qui a dire che un’economia basata sull’idrogeno ci può affrancare dalla dipendenza dai combustibili fossili ce ne passa. Prima cattiva notizia: l’idrogeno molecolare non è disponibile sul nostro pianeta. Per questo, si dice che l’idrogeno non è una fonte energetica, bensì un vettore di energia. E’ presente in una enorme varieta di molecole, ma bisogna estrarlo con processi chimici o elettrochimici. Può essere estratto da combustibili fossili, ma in tal caso avremmo un cane che si morde la coda: dipenderemmo comunque da fonti fossili, e continueremmo a produrre l’odiata CO2 (addirittura in quantità maggiori rispetto all’uso diretto delle fonti fossili), responsabile dei cambiamenti climatici.

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La casa del futuro

Martedì 12 Giugno 2007

Dopo la mia permanenza di sei mesi in Inghilterra, nel 2003, mi ero convinto che gli inglesi non fossero dei geni nella costruzione di case, e che avessero parecchio da imparare sia da un punto di vista architettonico che da un punto di vista dei materiali. Ma questo articolo
mi smentisce clamorosamente: siamo noi che dobbiamo imparare come si costruisce una casa davvero ecosostenibile! Sembra infatti che nella terra d’Albione abbiano fatto molti progressi da quando me ne sono andato; hanno recentemente presentato una casa ad emissioni zero: un sacco di accorgimenti tecnici per ottimizzare e isolare termicamente l’edificio, raccolta e depurazione dell’acqua piovana, grandi finestre per sfruttare la luce naturale (in Inghilterra?!? Ma se piove sempre…!!), pannelli fotovoltaici, supporto energetico ausiliario a pellett, potenti incentivi statali. Cito un passaggio significativo dell’articolo:

Mentre in Italia ancora si tenta di sensibilizzare il cittadino riguardo alle fonti di energia pulite, nel Regno Unito si approntano le prime dispendiose soluzioni concrete, i cui costi, riporta BBC, si ridurranno parallelamente al maturare del mercato. Nel frattempo, negli Emirati Arabi, Norman Foster è stato incaricato della progettazione di una città a zero emissioni con sei milioni di metri quadri per un enorme impianto fotovoltaico che alimenterà il più avanzato polo di sviluppo per le tecnologie a sostegno dell’energia alternativa.

Dialoghi con l’Impresario

Lunedì 11 Giugno 2007

Stamattina ho marcato l’usuale visita di ispezione in cantiere, prima di venire al lavoro. Vi ho trovato l’impresario che mi ha venduto la casa (qualche secolo fa), intento ad aprire le porte degli appartamenti per permettere agli operai di lavorare. Bene, ho pensato, sei mio! Dopo aver fatto mente locale su tutte le cose che ancora non andavano o dovevano essere ancora fatte, mi sono avvicinato per parlargli. Il poveretto ormai deve essere abituato a ricevere insulti e a gestire rogne, perchè ha sviluppato una capacità di rimbalzo tipo muro di gomma. Mi ha blandito con le solite rassicurazioni alla “Ghe penso mi”, per poi chiedermi come mai non ero al lavoro e che lavoro facessi. A quel punto ho dovuto, con il solito imbarazzo che mi coglie quando un profano mi fa domande sul mio lavoro, cercare di spiegargli, in rigoroso dialetto veneto, i principi della fusione termonucleare controllata e il mio ruolo di ingegnere all’interno dell’esperimento RFX. Ovviamente, mi ha guardato con l’incomprensione dipinta sul volto, mista anche ad un po’ di pietà, per poi rivolgermi la seguente frase: “Insoma, te fe sperimentassion….”. Io: “Sì, in pratica…ehm… qualcossa del genare” Lui:”Sì, tuti fa sperimentassion ormai, anca i murari, varda qua cossa che i combina (indicando la rete esterna, messa sù un po’ storta)… (risata da parte sua)”. Ancora Lui:”Ma ghe xè teròni dove che te lavori ti? No, parchè, se ghi nè tanti, no lavorè mia tanto ben, noi fa un casso!”. Io (nel disperato tentativo di dissociarmi dal razzismo strisciante che permeava la sua affermazione):”Veramente qualche teròn ghe xè, ma i lavora ben…”. Lui:”Xè parchè i strassinemo noialtri del nord, senò noi faria un casso…”.

Ah! Mi rendo conto che anche se siamo nel 2007, l’inossidabile mentalità del nord-est produttivo è sempre qui che ci accompagna, con la sua ignoranza e incapacità di considerare niente altro che non sia lavorare e fare soldi.

Anobii

Sabato 9 Giugno 2007

Gironzolando per il web mi sono imbattuto in Anobii, un servizio per bibliofili creato ancora l’anno scorso per condividere impressioni di lettura, recensioni di libri e altro. L’idea è davvero buona ed è un esempio di come il web 2.0 possa servire a diffondere la cultura e a favorire lo scambio di idee; è possibile, tra le altre cose, creare gruppi di discussione e generare la propria libreria con i libri che si possiedono: si possono inserire, ad esempio, direttamente i codici ISBN o il nome dell’autore in modo che Anobii presenti la lista del materiale pubblicato, da cui poi scegliere il libro che si possiede. Inoltre, e qui viene il bello, i propri libri possono essere messi  a disposizione per scambi o compravendite private. Potete trovare ulteriori informazioni in questo articolo.

Arrivano i cyborg

Venerdì 8 Giugno 2007

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(immagine tratta da deviantart.com)

Un recente articolo pubblicato su Nature mostra i risultati ottenuti da un nuovo microchip che ha la capacità di interfacciarsi direttamente con le onde cerebrali e comandare, ad esempio, un cursore sullo schermo del computer o un braccio robotizzato. E’ anche possibile scrivere sullo schermo con il solo pensiero. Da quello che capisco, questo chip è connesso direttamente alla corteccia cerebrale e “interpreta ” i segnali che attraversano le sinapsi, traducendoli per un dispositivo elettronico esterno. La notizia è riportata da questo interessante articolo. Insomma, quello che fino a qualche anno fa sembrava fantascienza, rischia di essere molto più scienza di quanto si pensa. Immaginate un po’ gli scenari che si potrebbero aprire nei prossimi dieci o venti anni, roba da romanzo cyberpunk di Gibson!


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