Archivio di Luglio 2007

Cercasi giocatori per sperimentare OpenRPG

Mercoledì 25 Luglio 2007

Con questo caldo atroce accendere il computer alla sera è veramente difficile senza morire soffocati, ecco il perchè del progressivo rarefarsi dei posts. Il caldo, comunque, mi stimola idee interessanti per occupare il (nullo) tempo libero che mi rimane, come quella che vado ad esporre. E’ da un po’ che vorrei lanciare una campagna a Martelli da Guerra prima edizione. Posseggo tutta la campagna The Enemy Within, che dicono essere la più bella campagna mai scritta per un gioco di ruolo. L’ho spulciata e la trovo effettivamente ben fatta. Il mio problema è che non trovo due cose: 1) Il tempo per giocarla; 2) I giocatori disposti a giocarla. Detto così sembra un caso senza speranza. In realtà, una soluzione esiste. Qualche tempo fa avevo voglia di sperimentare uno di quei programmi di “Virtual Tabletop” che permettono di giocare ai gdr pen&paper attraverso la rete. In particolare, ne esiste uno che è free, ovvero OpenRPG. Ecco quindi come risolvere il problema: giochiamo The Enemy Within con questo programma. Così, non è necessario perdere tempo per trovarsi a casa di qualcuno e i potenziali giocatori non devono per forza essere di Padova o dintorni. Allora, chi dei miei pochi lettori sarebbe disposto a fare un po’ di pratica con OpenRPG? Possiamo organizzare una sessione di prova una sera e vedere un po’ come funziona, magari in abbinamento con Skype, e poi lanciarci in qualche campagna. Che ne dite?

La mano bionica

Giovedì 19 Luglio 2007

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Per la serie “arrivano i cyborg” ecco un’altra notizia che mostra come l’integrazione uomo macchina stia compiendo impressionanti progressi. E’ stata messa in commercio una mano bionica a comando cerebrale con dita indipendenti. Beccatevi il filmato. La cosa carina è che non si tratta di protesi “stupide” stile Pistorius, per intenderci, ma di qualcosa che riceve comandi dal cervello. Gli interessati possono trovare maggiori informazioni sul blog futuroprossimo.

Il bambino che visse due volte

Martedì 17 Luglio 2007

Affascinante la storia raccontata da questo articolo della Stampa. Il mio naturale e sano scetticismo scientifico mi porta a dubitare che sia vera fino in fondo, ma in ogni caso, se non sono frottole raccontate ad arte da qualcuno che si vuole arricchire, la storia del bambino reincarnato dà da pensare: quale tipo di fenomeno mentale può averlo portato a descrivere ricordi che non ha mai vissuto? Questo caso, più che farmi credere nella reincarnazione, stimola la mia meraviglia verso le infinite potenzialità della mente umana, ancora ignote.

Anteprima LudicaMENTE - Cormyr: the Tearing of the Wave

Venerdì 13 Luglio 2007

Ho recentemente iniziato una collaborazione con il portale del fantastico www.ludicamente.net .

Il mio primo articolo apparirà a breve on-line; intanto posto un’anteprima sul blog. Si tratta di una recensione di una recente avventura per D&D3.5 ambientata nei Forgotten Realms. Le immagini sono tratte dal sito della Wizard of the Coast.

products_fracc_956857200_lgpic.jpgCormyr: the Tearing of the Wave di Richard Baker, Bruce Cordell, David Noonan, Matthew Sernett, and James Wyatt, 160 pp., hardcover, Wizard of the Coast, 2007 – Avventura per D&D3.5, prezzo di copertina 29.95$

Avvertenza: la presente recensione contiene spoilers. I giocatori che desiderano giocare quest’avventura senza rovinarsi le sorprese che riserva sono caldamente consigliati di abbandonare la lettura.

Per tutti gli amanti di D&D3.5 e dell’ambientazione dei Forgotten Realms in particolare, è recentemente uscita questa maxi-avventura di ben 160 pagine per personaggi di livello 4-7. Si tratta, nei piani della Wizard of the Coast, della prima parte di una lunga campagna ambientata nel Faerun, che proseguirà con altri due titoli, ugualmente corposi, in uscita a Luglio 2007 (Shadowdale: the Scouring of the Land) e Novembre 2007 (Anauroch: the Sundering of the World). Anche in questo caso, come in altre recenti produzioni Wizard, gli incontri che costituiscono l’ossatura dell’avventura sono organizzati secondo un nuovo formato, che separa la descrizione delle locazioni da quella degli incontri stessi, con i pregi e difetti che vedremo. (more…)

Ritorno al Tempio della Rana

Giovedì 12 Luglio 2007

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Spulciando le avventure messe a disposizione gratuitamente nel sito della Wizard of the Coast, mi sono imbattuto nel seguito di una delle avventure più carine per D&D prima edizione che mi sia capitato di giocare, tra l’altro anche di recente: “Il Tempio della Rana”. Il seguito si intitola, in modo non proprio originalissimo, “Ritorno al Tempio della Rana” , ed è un’avventura per D&D3.5 per personaggi del 10° livello. “Il Tempio della Rana”, uscita nel 1975 e poi ripubblicata nel 1986 (modulo DA2), era ambientata nella mitica Blackmoor, la più vecchia ambientazione di D&D. La cosa che rendeva questa avventura così bella da giocare era l’origine dei cattivi: i cultisti della Rana erano in realtà membri di una spedizione scientifica aliena naufragata con la sua astronave su Blackmoor a causa di un guasto. Ne derivava uno strano miscuglio di fantasy e fantascienza davvero fuori dal comune per D&D, in cui i giocatori potevano imbattersi in pistole ad energia (assimilate a bacchette di “Palla di Fuoco”), comunicatori, porte che si aprivano solo con apposita tessera, androidi dall’aspetto umano (in realtà simili a golem di ferro - mitico l’incantesimo “Vista rivelante” lanciato dal nostro chierico su un PNG e lo sbigottimento generale quando abbiamo capito che si trattava di un robot), astronavi e altri oggetti più propri di un’ambientazione fantascientifica.

Tagliata di manzo… clonata!

Mercoledì 11 Luglio 2007

Negli USA si pensa nel prossimo futuro di ricorrere alla clonazione per scopi alimentari. Lo si apprende da questo inquietante articolo della bbc. In particolare, la produzione di cloni servirebbe a fornire al mercato carne e latte in abbondanza (come se non mangiassero già abbastanza schifezze da quelle parti). Siccome prima o poi quello che fanno negli Stati Uniti viene scimmiottato anche in Europa, sebbene l’articolo non lo ritenga probabile, si apre la prospettiva di ritrovarci presto sui banchi dei supermercati delle fettine di bovino o suino con la dicitura “Denominazione di origine clonata”, oppure formaggi di capra da laboratorio replicante. Le implicazioni di tutta la faccenda sono abbastanza sconvolgenti.

Giocare di ruolo può fare bene

Lunedì 9 Luglio 2007

Quante volte abbiamo sentito i nostri genitori ripeterci per tutta l’adolescenza e giovinezza che stare a giocare davanti al computer fa male? Quante volte abbiamo sentito pareri di psicologi che accusavano il gioco di ruolo in quanto responsabile di generare una dannosa alienazione dalla realtà, potenzialmente in grado di scatenare le peggiori turbe psichiche e di indurre addirittura al suicidio (es.: mi butto dalla finestra e poi lancio l’incantesimo “volare”) o all’omicidio (”ridammi quella spada magica, vale un sacco di soldi, o ti ammazzo!”)? Bene, sono tutte cazzate: recentemente è stato scoperto che giocare RPG al computer può essere benefico per la psiche. In pratica, lo spazio virtuale in cui si svolge il gioco di ruolo è stato rivalutato come palestra di vita in sostituzione della vera e propria città o quartiere, considerati ormai fonte di pericolo per i ragazzi da parte dei genitori. L’articolo sostiene che, nello spazio virtuale, l’adolescente impara la differenza tra i sessi (?), tra le razze (a patto che poi non si convinca che gli elfi o i mindflyer esistono veramente!), ha occasione di esplorare senza possibilità di essere investito o rapinato, può sviluppare l’immaginazione, può soddisfare il bisogno di vacanza senza far spendere un soldo ai genitori, ecc.

Gironzolando per la rete, si trovano sul tema del profilo psicologico dei giocatori di ruolo anche pareri di professori universitari di psicologia, specifici sui gdr “pen&paper” piuttosto che al computer. Ecco un estratto del breve articolo linkato:

Professore Gini, cosa spinge una persona a ruolare?
Le ragioni che spingono una persona a giocare ai giochi di ruolo possono essere diverse. I giocatori solitamente sono attratti dalla possibilità di sperimentarsi in ruoli alternativi, non possibili nel quotidiano delle nostre vite, e quindi dalla possibilità di evadere, in modo ludico, dall’ansia o dai problemi che nascono in famiglia o sul luogo di lavoro. Così come avviene in altri ambienti virtuali, come le chatroom, chi partecipa a un gioco di ruolo ha l’occasione di comportarsi, parlare ed essere percepito dagli altri secondo forme e modalità diverse da quelli in cui si sente costretto ogni giorno a casa o sul luogo di lavoro. Tali giochi, infatti, permettono virtualmente di cambiare sesso, età, lavoro, modalità di relazionarsi con le altre persone e così via.

In realtà, io non sono d’accordo. Gioco di ruolo unicamente per due motivi: è divertente ed è una buona scusa per trovarsi con gli amici!


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