
In questi giorni non si fa altro che parlare di emergenza rifiuti in Campania. Se ne sentono di tutti i colori e sono pochi coloro che propongono soluzioni concrete ed intelligenti; come al solito, nessuno si preoccupa di informare correttamente la gente sul problema della gestione dei rifiuti e su quali siano i vantaggi e svantaggi delle moderne tecniche di smaltimento e i rischi derivanti dall’incenerimento dei rifiuti. Il piano lanciato dal governo comprende la costruzione di tre nuovi inceneritori in Campania, una cosa che mi fa semplicemente rabbrividire. Già altre volte ho espresso nel blog la mia assoluta contrarietà a questa forma di smaltimento, soprattutto nella forma in cui è attualmente praticata in Italia, travestita da cosiddetto recupero energetico. Non voglio ripetermi, ma le vicende Campane mi hanno dato lo spunto per riflettere su quello che succede a Padova.
Nel tragitto da casa al posto di lavoro, in tangenziale, guardo regolarmente e con sconforto il panorama dominato dal camino dell’inceneritore di San Lazzaro, che emette un enorme, inquietante pennacchio di fumo bianchissimo a poche decine di metri dalle abitazioni del quartiere di Terranegra e San Lazzaro. Padova ha infatti da molto tempo un efficientissimo inceneritore dotato di due linee di smaltimento con capacità di bruciare 71000 tonnellate/anno di rifiuti; attualmente è in costruzione una terza linea, già approvata senza una valutazione di impatto ambientale (in corso di redazione in questi giorni, con le ruspe che già hanno cominciato a scavare). Tutto ciò cozza con la volontà dichiarata delle amministrazioni locali di voler incrementare la raccolta differenziata, attualmente di poco superiore al 40% per la città di Padova. La cosa piuttosto sospetta è che la società che gestisce la raccolta differenziata, la Acegas-APS, è poi la stessa che gestisce l’inceneritore e che quindi ha convenienza a bruciare ciò che raccoglie. Si capisce che c’è un evidente conflitto di interesse che va a discapito del riciclo. Di fatto, quello che succede è che la parte che viene raccolta in modo differenziato va poi comunque bruciata nell’inceneritore: alcuni testimoni oculari riferiscono di aver visto camion che trasportavano cartone raccolto in modo differenziato portare il loro carico all’inceneritore. Non ho dati certi, ma prometto che indagherò ulteriormente.
Il problema è che la gente non viene correttamente informata e vive nella totale ignoranza, pensando di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente quando fa lo sforzo di separare i rifiuti. Finchè questo Paese sarà vittima di interessi di una qualche elite di persone, in ogni caso, possiamo scordarci di ricevere un’informazione corretta e possiamo scordarci anche di poter diventare finalmente un moderno stato europeo, in cui argomenti come la gestione dei rifiuti vengano affrontati pubblicamente con serietà, competenza e capacità.