Imballaggi alimentari
Giovedì 14 Febbraio 2008
Una delle cose che mi colpiscono e preoccupano di più quando vado a fare la spesa è l’enorme quantità di imballaggi che mi porto a casa insieme ai prodotti (alimentari e non) che desidero comperare. Questi imballaggi sono destinati a finire nella pattumiera, contribuendo in modo determinante alla produzione domestica di rifiuti. Esistono strategie da consumatore consapevole che permettono di limitare questa follia, come evitare di comperare acqua in bottiglie di plastica o scegliere i prodotti anche in base alla possibilità di riciclare le confezioni. Tuttavia, riuscire ad abbattere in modo significativo la produzione di rifiuti risulta comunque difficile. Fortunatamente, sembra che la coscienza dei danni ambientali legati agli imballaggi alimentari stia crescendo nei consumatori. Lo dice un sondaggio della Nielsen, che ha intervistato 25000 persone sparse in giro per il globo terracqueo. I più preoccupati sembrano essere i Neozelandesi, mentre invece i Giapponesi sembrano abbastanza indifferenti e meno disposti a rinunciare alle confezioni (tanto loro bruciano tutto). La tendenza a chiedere imballaggi ecocompatibili comincia addirittura ad intaccare le politiche delle grandi catene di distribuzione come Tesco, Wal-Mart e Carrefour, che si preparano ad adottare politiche più attente all’ambiente. Speriamo che anche in Italia si diffonda presto questo tipo di cultura.




