Archivio della Categoria 'Ecologia'

Senza parole

Mercoledì 9 Aprile 2008

Ho appena visto un esempio di come il regime ci prende in giro sugli inceneritori. Guardatevi questo bel filmato qua sotto. Ogni commento è superfluo, vi resterà solo rabbia. Chi vuole leggersi l’intera storia la trova sul blog di Stefano Montanari.

Il ritorno del nucleare

Venerdì 29 Febbraio 2008

Mentre il prezzo del petrolio supera anche lo storico record del 1980 (riportato con l’inflazione) e serpeggia il sospetto che il picco di produzione sia già stato raggiunto, ecco la geniale trovata del Pdl e del sintonano per renderci energeticamente indipendenti: lanciare la costruzione di centrali nucleari, addirittura prima di subito. Ne approfitto per fare alcune riflessioni. (more…)

Imballaggi alimentari

Giovedì 14 Febbraio 2008

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Una delle cose che mi colpiscono e preoccupano di più quando vado a fare la spesa è l’enorme quantità di imballaggi che mi porto a casa insieme ai prodotti (alimentari e non) che desidero comperare. Questi imballaggi sono destinati a finire nella pattumiera, contribuendo in modo determinante alla produzione domestica di rifiuti. Esistono strategie da consumatore consapevole che permettono di limitare questa follia, come evitare di comperare acqua in bottiglie di plastica o scegliere i prodotti anche in base alla possibilità di riciclare le confezioni. Tuttavia, riuscire ad abbattere in modo significativo la produzione di rifiuti risulta comunque difficile. Fortunatamente, sembra che la coscienza dei danni ambientali legati agli imballaggi alimentari stia crescendo nei consumatori. Lo dice un sondaggio della Nielsen, che ha intervistato 25000 persone sparse in giro per il globo terracqueo. I più preoccupati sembrano essere i Neozelandesi, mentre invece i Giapponesi sembrano abbastanza indifferenti e meno disposti a rinunciare alle confezioni (tanto loro bruciano tutto). La tendenza a chiedere imballaggi ecocompatibili comincia addirittura ad intaccare le politiche delle grandi catene di distribuzione come Tesco, Wal-Mart e Carrefour, che si preparano ad adottare politiche più attente all’ambiente. Speriamo che anche in Italia si diffonda presto questo tipo di cultura.

L’inceneritore di Camin

Giovedì 10 Gennaio 2008

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In questi giorni non si fa altro che parlare di emergenza rifiuti in Campania. Se ne sentono di tutti i colori e sono pochi coloro che propongono soluzioni concrete ed intelligenti; come al solito, nessuno si preoccupa di informare correttamente la gente sul problema della gestione dei rifiuti e su quali siano i vantaggi e svantaggi delle moderne tecniche di smaltimento e i rischi derivanti dall’incenerimento dei rifiuti. Il piano lanciato dal governo comprende la costruzione di tre nuovi inceneritori in Campania, una cosa che mi fa semplicemente rabbrividire. Già altre volte ho espresso nel blog la mia assoluta contrarietà a questa forma di smaltimento, soprattutto nella forma in cui è attualmente praticata in Italia, travestita da cosiddetto recupero energetico. Non voglio ripetermi, ma le vicende Campane mi hanno dato lo spunto per riflettere su quello che succede a Padova.

Nel tragitto da casa al posto di lavoro, in tangenziale, guardo regolarmente e con sconforto il panorama dominato dal camino dell’inceneritore di San Lazzaro, che emette un enorme, inquietante pennacchio di fumo bianchissimo a poche decine di metri dalle abitazioni del quartiere di Terranegra e San Lazzaro. Padova ha infatti da molto tempo un efficientissimo inceneritore dotato di due linee di smaltimento con capacità di bruciare 71000 tonnellate/anno di rifiuti; attualmente è in costruzione una terza linea, già approvata senza una valutazione di impatto ambientale (in corso di redazione in questi giorni, con le ruspe che già hanno cominciato a scavare). Tutto ciò cozza con la volontà dichiarata delle amministrazioni locali di voler incrementare la raccolta differenziata, attualmente di poco superiore al 40% per la città di Padova. La cosa piuttosto sospetta è che la società che gestisce la raccolta differenziata, la Acegas-APS, è poi la stessa che gestisce l’inceneritore e che quindi ha convenienza a bruciare ciò che raccoglie. Si capisce che c’è un evidente conflitto di interesse che va a discapito del riciclo. Di fatto, quello che succede è che la parte che viene raccolta in modo differenziato va poi comunque bruciata nell’inceneritore: alcuni testimoni oculari riferiscono di aver visto camion che trasportavano cartone raccolto in modo differenziato portare il loro carico all’inceneritore. Non ho dati certi, ma prometto che indagherò ulteriormente.
Il problema è che la gente non viene correttamente informata e vive nella totale ignoranza, pensando di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente quando fa lo sforzo di separare i rifiuti. Finchè questo Paese sarà vittima di interessi di una qualche elite di persone, in ogni caso, possiamo scordarci di ricevere un’informazione corretta e possiamo scordarci anche di poter diventare finalmente un moderno stato europeo, in cui argomenti come la gestione dei rifiuti vengano affrontati pubblicamente con serietà, competenza e capacità.

Quota 100

Giovedì 3 Gennaio 2008

Finalmente ci siamo: il greggio ha sfondato quota 100$ al barile ieri a New York. La famosa “soglia psicologica” è stata oltrepassata. E adesso? Se guardo fuori dalla finestra non vedo particolari drammi. Anzi, tutto apparentemente gira come al solito. Per vedere l’effetto dovremo attendere qualche tempo, credo. Intanto, ASPO ci dice che l’effetto di distruzione dei consumi è già in atto da un po’ in Italia, e precisamente si parla di una diminuzione dell’8% dal 2003 al 2006. La stessa tendenza si riscontra per altri paesi, anche se meno accentuata. E’ chiaro che questo si aggraverà nell’immediato futuro. Stiamo decrescendo, ma temo che la decrescita non sarà così consapevole e felice come desiderato dai teorici della “decrescita felice” come Maurizio Pallante.

Interessante notare come l’oro, il platino, l’argento e il palladio siano anch’essi in forte rialzo, ad ulteriore riprova che un po’ tutte le risorse minerali sono fortemente legate come disponibilità e prezzi al petrolio. Interessante anche notare le “cause” elencate dal Corriere per il raggiungimento della soglia dei 100$ al barile: episodi di violenza in Nigeria, chiusura di alcuni porti in Messico a causa del maltempo, e un non meglio precisato timore che l’Opec non sia in grado di soddisfare alla sua quota di domanda globale entro il 2024. Il  2024?!?!? Ho l’impressione che già oggi ci siano queste difficoltà. E’ inutile, qui ci si ostina a nascondere la testa sotto la sabbia.

Ci aspettano tempi duri.

Pachamama

Mercoledì 2 Gennaio 2008

Pachamama

Buon anno a tutti! Iniziamo questo 2008 segnalando il blog del mio amico-collega Oliviero, che, preso anch’egli dal virus della bloggite, ha fondato Pachamama, un blog a sfondo ecologista che promette davvero bene. In un attacco di internazionalità, Oliviero ha deciso che la lingua ufficiale del suo blog sarà l’inglese. In bocca al lupo ad un nuovo difensore del Pianeta! :-)

La vista dal Picco

Lunedì 22 Ottobre 2007

Ecco, ci siamo. La vera ragione per gli aumenti di prezzo del greggio ha fatto finalmente capolino su un’agenzia ANSA ed è stata ripresa dal Guardian. Il picco del petrolio è stato raggiunto nel 2006, ora si cala. Qui e qui commenti.


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