Archivio della Categoria 'Ecologia'

Era una calotta così bella

Giovedì 27 Settembre 2007

Rieccomi con un bell’allarme catastrofista, dopo un po’ che non mi dilettavo con possibili apocalissi. La novità di quest’autunno è che ci stiamo ulteriormente mangiando la calotta polare artica. Questo settembre abbiamo raggiunto il minimo storico di estensione, peraltro ancora provvisorio, di 4.13 milioni di km quadrati, battendo il precedente record negativo del 2005 (5.32 milioni di km quadrati). Si tratta del 25% in meno! Immagini e dati sono mostrati qui. E’ spaventoso osservare la linea magenta, che indica l’estensione della calotta polare basata su una media di dati raccolti dal 1979 al 2000 nel mese di settembre. In pratica, se si analizzano i dati si evince che in circa dieci anni se ne è andata quasi metà banchisa polare! Nell’ultimo anno il ritmo è stato impressionante: il limite dei ghiacci sulle coste della Siberia si è contratto di 2000 km (no, il numero di zeri è corretto) verso Nord, tanto che si è aperto il famoso passaggio a Nord-Ovest, normalmente ricoperto dai ghiacci. Sarà mica perchè in Siberia hanno registrato una temperatura stagionale di sette (sette!!!) gradi sopra la media?

Prepariamoci, si prospettano tempi interessanti.

La formaldeide è in agguato

Mercoledì 22 Agosto 2007

Forse non tutti sanno che viviamo circondati dalla formaldeide. E allora? Be’, questa sostanza è stata dichiarata cancerogena nel 2004 dall’agenzia internazionale per le ricerche sul cancro. La formaldeide si trova annidata nei mobili, negli alimenti (è l’additivo identificato con la sigla E240), nei cartoni delle pizze, nei disinfettanti (è un potente battericida). Trova impiego anche nelle tecniche di imbalsamazione. Oltre a essere cancerogena, la formaldeide provoca irritazione della pelle e delle mucose. Perchè vi torturo con queste chiacchiere? Perchè dalla Nuova Zelanda arriva una notizia inquietante: i vestiti provenienti dalla Cina conterrebbero formaldeide in quantità 900 volte superiori a quelle consentite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Preoccupante, se si pensa che nel 2006 in Italia il 22,4% dei vestiti venduti provenivano dalla Cina. Ricordiamocene la prossima volta che gironzoliamo tra i banchetti del mercato. In ogni caso, il consiglio che viene dato è di lavare i vestiti appena comperati.

L’idrogeno e i biocombustibili non ci salveranno (parte 2 - i biocombustibili)

Sabato 7 Luglio 2007

 

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Eccoci giunti alla seconda parte della mia personale crociata contro una cosiddetta risorsa che, generalmente, si ritiene possa servire a mantenere l’attuale paradigma di sviluppo, basato sulla crescita continua, anche dopo l’esaurimento delle fonti fossili, senza aumentare le emissioni di CO2. Mi riferisco ai biocombustibili, biocarburanti, biodiesel, bioetanolo e quant’altro. Segnalo innanzitutto che le persone veramente interessate ad approfondire la questione dei biocombustibili possono trovare informazioni a palate in rete, per esempio qui (Santa Wikipedia) e qui. Dichiaro poi di non essere contrario per partito preso a questo tipo di fonte energetica. Lo sono diventato dopo essermi informato per bene ed aver fatto i miei ragionamenti. (more…)

Clamoroso: il picco del petrolio sul Corriere!

Venerdì 15 Giugno 2007

Stamattina, al “Il Ruggito del Coniglio” su Radio 2, hanno riportato una notizia apparsa sul corriere di ieri riguardante il picco del petrolio. Estremamente sorpreso, sono andato in cerca della notizia in questione ed eccola qui. L’articolo riprende un pezzo dell’Independent, con le dichiarazioni di Colin Campbell, geologo e fondatore dell’ASPO internazionale (l’associazione che studia il peak oil) nonché espertissimo di questioni riguardanti il petrolio, che sostanzialmente smentisce un rapporto della BP che sosteneva che le riserve di petrolio sarebbero durate per 40 anni. Campbell ha riportato il mondo alla dura realtà: ne avremo al massimo per 4 anni prima dell’inizio del declino. Comunque, la cosa clamorosa è che anche i media tradizionali ormai riportano sempre più frequentemente questioni riguardanti la fine del petrolio. E’ segno che qualche dubbio inizia ad insinuarsi?

L’idrogeno e i biocombustibili non ci salveranno (parte 1 - L’idrogeno)

Mercoledì 13 Giugno 2007

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E’ ora di confutare un po’ di notizie inesatte che si sentono in giro a proposito di idrogeno e biocombustibili, che vengono incautamente diffuse nella (falsa) speranza di poter sostituire le fonti fossili in via di esaurimento. Cominciamo dall’idrogeno. L’idea di un’economia basata sull’idrogeno è sorta sulla base del fatto che l’idrogeno è l’elemento più abbondante dell’Universo. Inoltre, la resa energetica rispetto a combustibili tradizionali (tipo il diesel) è molto maggiore. Purtroppo, da qui a dire che un’economia basata sull’idrogeno ci può affrancare dalla dipendenza dai combustibili fossili ce ne passa. Prima cattiva notizia: l’idrogeno molecolare non è disponibile sul nostro pianeta. Per questo, si dice che l’idrogeno non è una fonte energetica, bensì un vettore di energia. E’ presente in una enorme varieta di molecole, ma bisogna estrarlo con processi chimici o elettrochimici. Può essere estratto da combustibili fossili, ma in tal caso avremmo un cane che si morde la coda: dipenderemmo comunque da fonti fossili, e continueremmo a produrre l’odiata CO2 (addirittura in quantità maggiori rispetto all’uso diretto delle fonti fossili), responsabile dei cambiamenti climatici.

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La casa del futuro

Martedì 12 Giugno 2007

Dopo la mia permanenza di sei mesi in Inghilterra, nel 2003, mi ero convinto che gli inglesi non fossero dei geni nella costruzione di case, e che avessero parecchio da imparare sia da un punto di vista architettonico che da un punto di vista dei materiali. Ma questo articolo
mi smentisce clamorosamente: siamo noi che dobbiamo imparare come si costruisce una casa davvero ecosostenibile! Sembra infatti che nella terra d’Albione abbiano fatto molti progressi da quando me ne sono andato; hanno recentemente presentato una casa ad emissioni zero: un sacco di accorgimenti tecnici per ottimizzare e isolare termicamente l’edificio, raccolta e depurazione dell’acqua piovana, grandi finestre per sfruttare la luce naturale (in Inghilterra?!? Ma se piove sempre…!!), pannelli fotovoltaici, supporto energetico ausiliario a pellett, potenti incentivi statali. Cito un passaggio significativo dell’articolo:

Mentre in Italia ancora si tenta di sensibilizzare il cittadino riguardo alle fonti di energia pulite, nel Regno Unito si approntano le prime dispendiose soluzioni concrete, i cui costi, riporta BBC, si ridurranno parallelamente al maturare del mercato. Nel frattempo, negli Emirati Arabi, Norman Foster è stato incaricato della progettazione di una città a zero emissioni con sei milioni di metri quadri per un enorme impianto fotovoltaico che alimenterà il più avanzato polo di sviluppo per le tecnologie a sostegno dell’energia alternativa.

Uragano categoria 5 in arrivo sul Golfo Persico

Martedì 5 Giugno 2007

Nessuno ne sta dando notizia per non turbare i mercati, ma segnalo (grazie al mitico blog Petrolio) che è in arrivo un uragano forza 5 (tipo Katrina per intenderci) direttamente all’imboccatura dello stretto di Hormuz, dove transita buona parte del petrolio mondiale e dove ci sono impianti di vario tipo che non sono assolutamente attrezzati per fronteggiare un’emergenza simile. Se il mondo dovesse fare a meno di tutto quel petrolio per anche solo alcune settimane, non oso immaginare cosa succederebbe ai mercati. Maggiori informazioni qui. L’uragano può essere monitorato qui.


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