Greggio verso quota 120
Lunedì 21 Aprile 2008Diamine, il petrolio sta aumentando ancora più vertiginosamente di quanto pensassi. Mentre scrivo, è a 117 dollari e rotti, ben indirizzato verso l’ennesima soglia psicologica: 120. Il povero Prodi chiede di scongiurare il conflitto tra cibo e carburante (diamo da mangiare alla gente o alle auto? Non è così scontato, purtroppo), mentre Ahmadinejad probabilmente esulta, visto che secondo lui 115 dollari è un prezzo troppo basso. A proposito del presidente iraniano, si capisce la sua paura: in Iran i consumi interni stanno aumentando a dismisura, ben presto non ci sarà più nulla da esportare e sarà la fine dell’economia iraniana. Naturale che insista per avere un prezzo più alto. Sarebbe ora di ammettere che ci stiamo avvicinando ad un punto di rottura. Prima lo facciamo, meno drammatica sarà la transizione post-petrolifera. Frasi come questa dovrebbero far pensare:
Il ministro del Petrolio iraniano, Gholam Hossein Nozari, ha respinto mercoledì a Teheran gli appelli dei Paesi importatori per un aumento della quota di produzione dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Opec).






