L’idrogeno e i biocombustibili non ci salveranno (parte 2 - i biocombustibili)

 

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Eccoci giunti alla seconda parte della mia personale crociata contro una cosiddetta risorsa che, generalmente, si ritiene possa servire a mantenere l’attuale paradigma di sviluppo, basato sulla crescita continua, anche dopo l’esaurimento delle fonti fossili, senza aumentare le emissioni di CO2. Mi riferisco ai biocombustibili, biocarburanti, biodiesel, bioetanolo e quant’altro. Segnalo innanzitutto che le persone veramente interessate ad approfondire la questione dei biocombustibili possono trovare informazioni a palate in rete, per esempio qui (Santa Wikipedia) e qui. Dichiaro poi di non essere contrario per partito preso a questo tipo di fonte energetica. Lo sono diventato dopo essermi informato per bene ed aver fatto i miei ragionamenti. Le previsioni di sviluppo dei biocombustibili sono impressionanti: per il biodiesel e il bioetanolo si parla del 10% del totale per l’Europa e 20% per gli Stati Uniti entro il 2020. I fattori determinanti per lo sviluppo sono principalmente la quantità di denaro che viene investito sia dai governi che dalle industrie con potenziale creazione di un’enorme industria globale, il fatto che l’utilizzo di biocombustibili non costringe ad un cambio di paradigma economico (business as usual), e il fatto che si possono in teoria risolvere i problemi energetici a breve termine, con minore dipendenza da aree geografiche “problematiche” come il Medio Oriente. Evidentemente, però, l’utilizzo su vasta scala di biocombustibili genera e genererà un cambio a gradino nell’agricoltura e nell’interazione con la biosfera, cambio di cui soffriranno le vaste aree verdi del pianeta ancora ricoperte da foresta, come l’America Latina e l’Africa, che vedranno invadere e distruggere la loro biodiversità in nome delle necessità energetiche dell’Occidente. Senza parlare poi dei problemi legati al cibo: se i campi vengono coltivati per dare da mangiare alle auto, come verranno sfamati gli esseri umani, e in particolare gli abitanti delle regioni che già soffrono la fame? Insomma, la Storia si ripete, ancora una volta con una massiccia depredazione e distruzione delle risorse, dell’ambiente e della cultura dei paesi poveri, a vantaggio del primo mondo, che non può e non vuole rinunciare al suo tenore di vita. Riporto una dichiarazione fatta da un esponente di una ONG dell’America Latina:

“We want food sovereignty, not biofuels…While Europeans maintain their lifestyle based on automobile culture, the population of Southern countries will have less and less land for food crops and will loose its food sovereignty…We are therefore appealing to the governments and people of the European Union countries to seek solutions that do not worsen the already dramatic social and environmental situation of the peoples of Latin America, Asia and Africa.”

Oltre a questa tipologia di problemi, esistono seri dubbi sul’effettiva riduzione di gas serra che si otterrebbe impiegando bicombustibili. Considerando l’intero ciclo produttivo, l’agricoltura per biocombustibili richiede, per ottenere rese adeguate, l’uso massiccio di fertilizzanti, che per essere prodotti necessitano di combustibili fossili e il cui utilizzo implica la produzione di ossidi di azoto, il cui effetto serra, a parità di fattori, è 300 volte quello dell’anidride carbonica. Naturalmente occorrono poi macchinari per la coltivazione, che consumano carburante, come anche altro consumo di carburante è associato al trasporto del biocombustibile per lo stoccaggio e la consegna. Anche la raffinazione presenta alcuni lati non molto sostenibili, perchè è realizzata con impianti che funzionano a fonti fossili.

C’è parecchia ricerca in corso sui biocombustibili, ma mi pare chiaro che la sostenibilità ambientale e la convenienza energetica siano ancora tutt’altro che dimostrate; viceversa, i problemi climatici e energetici da affrontare sono già qui, ora. Per i volenterosi che volessero approfondire le questioni solo brevemente accennate in questo post, rimando ai links citati in precedenza.

1 Commento a “L’idrogeno e i biocombustibili non ci salveranno (parte 2 - i biocombustibili)”

  1. Tony scrive:

    Allego al post questo interessante articolo del Corriere:

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Economia/2007/07_Luglio/07/burchia_prezzi_alimentari.shtml

    L’OCSE prevede che nei prossimi dieci anni i prezzi di carne, pasta, conserve, prodotti agricoli raddoppieranno. Al volenteroso lettore lasciamo trarre le ovvie conseguenze ;)

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