Rifiutiamo i Rifiuti!
Sarò noioso, ma torno a scrivere ancora di rifiuti, questa volta per pubblicizzare una lodevole iniziativa degli Amici di Beppe Grillo di Padova, iniziativa di cui già qualcosa si trova nella categoria Eventi. Si tratta di un incontro pubblico che si terrà a Padova sul tema dei rifiuti ed in particolare sulla strategia “Zero Waste”, di cui già ho scritto. Qui sotto trovate il volantino. Un’ottima occasione per capire che cosa possiamo fare come cittadini.
P.S.: Interessante apprendere dal volantino che in Veneto si producono 480 kG di rifiuti urbani procapite all’anno (quasi 1.5 kg a testa al giorno!) , di cui l’8.2% viene incenerito e il 37% finisce in discarica. Sospetto che per Padova la situazione sia tragicamente peggiore e sbilanciata a favore dell’incenerimento, ma indagherò a fondo, prometto.

17 Maggio 2007 alle 15:39
Per la cronaca quei 1,5 kg a testa al giorno significa che produciamo meno rifiuti pro-capite di Irlanda, Danimarca, Lussemburgo, Spagna, Austria e Olanda.
Nocciolo della questione è il “dopo cassonetto”
Un recente articolo di “Le Scienze” ribadisce che Veneto, Trentino e Lombardia sono un’isola felice nel panorama italiano.
La raccolta differenziata va oltre il 40% (palma d’oro alla provincia di Treviso col 70%) un pò sopra all’obiettivo del 35% fissato da un legge nazionale.
Possiamo migliorare ma va ricordato, ribadito e messo bene in chiaro che se alcune regioni facessero la metà del Veneto NON assisteremmo a certi episodi indegni di un paese civile.
Facciamo un pò di nomi:
Molise 5,2 %
Basilicata 5,5 %
Sicilia 5,5 %
Sempre leggento il “Rapporto Rifiuti 2006″ dell’APAT (Ag. per la Protez. dell’Ambiente e per il servizi tecnici) scopriamo che tra le città con più di 150000 abitanti ai primi tre posti troviamo Padova, Torino e Prato seguiti da Brescia, Milano, Verona e Livorno. A Roma la differenziata arriva appena la 15% e a Napoli al 7,7. In coda alla classifica Catania, Cagliari, Taranto e Messina (quest’ultima pari a 0!)
Possiamo fare di meglio ma dobbiamo farlo TUTTI!
17 Maggio 2007 alle 18:33
Attenzione, il fatto di fare la raccolta differenziata non significa necessariamente che poi la roba viene riciclata. Per esempio, per Padova, la separazione dei rifiuti funge solo da ottimizzazione per la combustione dell’inceneritore di Camin! Sembra che siamo tanto avanti, ma alla fine, almeno a Padova, si incenerisce! Mi è capitato alcune volte di sentire persone che citavano i numeri che citi, sostenendo che il Veneto è un’isola felice… in pratica, però, qui di notte girano camion che portano addirittura abusivamente rifiuti ad incenerire nei cementifici. E’ questo che mi fa incazzare. Siamo cittadini rispettosi, abbiamo delle amministrazioni che fissano regole, ma poi qualcuno specula e finisce tutto alla malora.
18 Maggio 2007 alle 07:05
I numeri vengono citati perché fanno riferimento a rapporti e documenti ufficiali. Se ci sono abusi allora che vengano denunciati, punto.
Fare la raccolta differenziata è il primo passo di una catena. Possiamo non essere molto avanti ma qualcosa si sta muovendo mentre ci sono regioni che sono al palo da anni, assistiamo al periodico incendio di rifiuti e cassonetti per le strade cittadine, discariche abusive gestite da mafia, camorra e ‘ndrangheta, etc. etc.
Mi sembra che qui ci si arrovelli sul colore con cui dipingere le pareti mentre 1/3 della casa ha solo le fondamenta e l’altro 1/3 nemmeno quelle.
Se vogliamo prendere ad esempio la Svezia, la Germania o non so quale altro paese europeo all’avanguardia mi sta bene… salvo scoprire che magari inceneriscono più di noi. Non so il resto d’Europa ma noi destiniamo al “recupero energetico” lo 0.3% dei rifiuti ed ho il forte sospetto che la media europea sia molto più alta.
18 Maggio 2007 alle 09:24
Intendiamoci, sono d’accordo con te quando affermi che in Italia alcune regioni sono molto più avanti di altre - vedo anch’io le quotidiane scene drammatiche in Campania; è ovvio che bisogna partire da quelle per migliorare la situazione.
Al di là dei dati ufficiali, bisogna cominciare a capire che incenerire i rifiuti non è economico. Lo è solo perchè in Italia, caso unico al mondo, esistono incentivi all’incenerimento. Il costo di investimento un impianto di termovalorizzazione (termine orribile) viene recuperato dopo 20 anni, ma solo a patto che si bruci una certa quantità di rifiuti minima… con questo sistema, capisci bene che la raccolta differenziata non potrà mai svilupparsi in pieno: l’esempio di Brescia è sintomatico, a causa dell’inceneritore i rifiuti raccolti con la raccolta differenziata sono calati! (Fonte wikipedia). Comunque, il punto del mio post è ben riassunto da questo brano tratto da wikipedia alla voce “gestione dei rifiuti”:
[…]La combustione dei rifiuti non è di per sé contrapposta o alternativa alla pratica della raccolta differenziata finalizzata al riciclo, ma dovrebbe essere solo un eventuale anello finale della catena di smaltimento. In Italia si sono inceneriti nel 2004 circa 3,5 milioni di t/anno su un totale di circa 32 milioni di tonnellate di RSU totale prodotto, cioè circa il 12% (per un confronto con altri paesi europei si veda Inceneritore); tale pratica specie al Nord è in aumento, e in Lombardia ad esempio raggiunge il 34%.[4]Ciò che balza all’occhio è il grande ricorso allo smaltimento in discarica, che è in diminuzione (dal 2001 al 2004, al Nord -21%, al Sud -4% e al Centro -3%) [4] ma che interessa attualmente in tutto circa il 56,9% dei rifiuti urbani prodotti (45% al Nord, 69,5% al Centro, 73,2% al Sud; si stima che sul totale nazionale il 76% sia rifiuto da raccolta indifferenziata e il 24% siano residui dai diversi processi di trattamento: biostabilizzazione, CDR, incenerimento, residui da selezione delle R.D.), con conseguenze ambientali che si vanno aggravando soprattutto nel Sud, dove i pochi impianti di trattamento finale sono ormai saturi e la raccolta differenziata stenta a decollare: gli inceneritori sarebbero perciò, secondo alcuni, da aumentare (soprattutto al Sud). Tuttavia, se si considera che nei comuni più virtuosi la raccolta differenziata supera già adesso l’80%, si deduce che persino al Nord essa è ancora molto meno sviluppata di quanto potrebbe e che in alcune aree del Nord gli impianti di incenerimento sarebbero perfino sovradimensionati. Pertanto, il timore di alcuni è che non si potrà sviluppare appieno la raccolta differenziata e il riciclo per consentire agli inceneritori di funzionare senza lavorare in perdita, oppure si dovranno importare rifiuti da altre regioni. […]
Altre informazioni interessanti sulla pratica dell’incenerimento si trovano qui:
http://it.wikipedia.org/wiki/Incenerimento
incluso un confronto con altri paesi europei. Ci collochiamo, come numero di impianti di incenerimento, dopo Francia e Germania. Per quanto riguarda il totale dei rifiuti bruciati, viene citato un 12%, quasi tutto al Nord (34% solo in Lombardia!). Molto interessante ed equilibrato il paragrafo sui rischi sanitari.
Grazie per i commenti, che stimolano una discussione costruttiva, cosa di cui l’Italia avrebbe bisogno.
Ciao!