I Giocatori di Ruolo

I giocatori di ruolo appartengono ad una categoria speciale di esseri umani. Sono spesso associati a nerds/sfigati e visti in generale con sospetto dal resto dell’umanità, che ritiene, in qualche caso non a torto, che essi abbiano qualche tipo di turba psichica. Il prototipo giocatore di ruolo è per eccellenza maschio, con gli occhiali, leggermente disadattato, non particolarmente dedito all’igiene personale (spesso questo si accompagna a barba incolta o capelli sconsideratamente lunghi), molto sensibile al fascino femminile seppur tranquillamente in grado di preferire una sessione di gioco ad una uscita galante. Il giocatore di ruolo diventa tale nella maggior parte dei casi durante l’adolescenza o prima giovinezza, per svariati motivi (in genere perchè non ha successo con le ragazze); spesso, tuttavia, crescendo, il giocatore acquista la consapevolezza del suo miserabile stato e abbandona l’arte del gioco di ruolo, diventando finalmente un individuo normale, pienamente integrato nella società. Altri invece smettono di giocare ma conservano le caratteristiche tipiche del giocatore, e ricadono successivamente nel vizio più avanti negli anni, quando ormai hanno moglie e figli. Altri ancora sono invece destinati a morire giocatori.
Nella mia carriera di appassionato di giochi di ruolo, ho incontrato varie tipologie di giocatori. Queste ultime rientrano nei seguenti archetipi, ben noti ad ogni master:
- Il Power-Player (PP): Questo archetipo di giocatore è piuttosto diffuso, soprattutto tra coloro che sono alle prime armi. Lo scopo del giocatore è vincere, come se si trattasse di un videogioco. Costoro in genere non sono assolutamente interessati al lato interpretativo del gioco, ma solo a quello ludico: conseguentemente il personaggio è trattato alla stregua di una pedina del monòpoli o di un qualsiasi gioco da tavolo. Il PP sfrutta minuziosamente le regole sia in sede di creazione del personaggio che poi in sede di gioco per ottenere un personaggio che sia in grado di “vincere”, fregandosene di eventuali incongruenze o di trovarsi a gestire personaggi dalle caratteristiche contrastanti, al limite del grottesco. In questo senso, il personaggio del PP è in pratica una collezione di abilità e bonus, con nessuna aspirazione di vita o scopo che non sia quello di “vincere”.
- Il Cavillatore (C): questo archetipo è l’incubo di ogni master. Contestatore nato, é in grado, manuale alla mano, di generare discussioni di durata biblica su ogni decisione del master che possa in qualche modo danneggiare il suo personaggio o il party in generale. E’ in grado di citare oscure regole e di trovarle nei manuali in meno di dieci secondi, se questo può servire a salvare una situazione. A volte, inventa addirittura regole inesistenti cercando di sfruttare punti deboli nella preparazione del master. Questo giocatore non contesterà mai decisioni o scelte che vanno a proprio vantaggio, nè ricorderà mai al master che si sta dimenticando un particolare bonus nell’attaccare il proprio personaggio, ad esempio: “Nell’attaccarmi ti sei dimenticato di questo bonus perchè ero di spalle”. Il comportamento deviante del C raggiunge vette di inenarrabile sconcerto quando fa prevalere le regole del gioco al buon senso, dimenticando che le regole in generale sono sempre e comunque asservite al divertimento. Frase tipica: “Lo dicono le regole!”.
- Il Purista (P): costui è l’esatto contrario del Power-Player. Questo archetipo non è assolutamente interessato ai bonus, ai modificatori, ai tesori o ai punti esperienza in generale, ma è consacrato al lato interpretativo dei giochi di ruolo. Pretende in genere di parlare, mentre gioca, come se fosse il personaggio che interpreta, ed ha una cura maniacale, al limite del perverso, per la definizione di ogni minimo dettaglio della personalità e del background di quest’ultimo. A volte, questo tipo di giocatore arriva a spiegare al proprio master i processi mentali del personaggio, nel tentativo di giustificare scelte poco comprensibili. In casi estremi, il P si trucca o si veste come il proprio personaggio durante le sessioni di gioco.
- Il Macellaio (M): questo archetipo trae godimento solo dai combattimenti. La sua aspirazione massima consiste nel massacrare mostri in continuazione. In genere compie gesti scaramantici prima di lanciare i dadi, come toccarsi le parti intime o baciare la mano che tirerà il dado. A seconda dell’esito dei tiri, poi, emette urla di esultanza o ululati di delusione, lamentandosi per la sfortuna che lo bersaglia nel secondo caso.
Ecco, questi sono quelli che mi vengono in mente. Se voi giocatori che leggete avete in mente altri archetipi, proponete nei commenti!

22 Maggio 2007 alle 17:15
Aggiungerei il Min-Maxer:
Ovvero il giocatore che passa più tempo a creare un PG invece di giocarlo. E’ un esperto del manuale in grado di combinare talenti, classi, incantesimi ed equipaggiamento al solo fine di ottenere i bonus migliori.
E’ uno dei rari casi di giocatore che è felice quando muore il suo PG così può farne un altro