Alice nel paese dei quanti

26 Marzo 2008

voy_alicenelpaese.jpgAlice nel paese dei quanti, di R. Gilmore - Ed. Cortina, 1996, pp.250

Ecco un esempio di divulgazione intelligente e divertente. Questo libro cerca di spiegare - e ci riesce molto bene - i misteri della meccanica quantistica ai non esperti, ovvero a coloro che, pur avendo un qualche background scientifico e pur avendo una vaga idea di come funziona il mondo delle particelle, non sono tuttavia dei fisici. L’idea alla base del libro è geniale: un immaginario mondo dei quanti in cui le proprietà di elettroni, protoni e particelle varie si manifestano ad una bambina di nome Alice, eletta “particella onoraria”, la quale, sulle orme della ben più nota Alice di Lewis Carroll, si muove curiosa all’interno di situazioni che traducono in immagini gli aspetti più peculiari della meccanica quantistica. Un racconto pieno di originalità, tradotto bene, che riesce a chiarire anche concetti piuttosto ostici in modo estremamente originale ed intuitivo, omaggiando allo stesso tempo l’opera di Carroll. Consigliatissimo a quanti volessero chiarirsi le idee su quella parte della fisica che ha rivoluzionato le categorie del pensiero moderno.

Buona Pasqua

21 Marzo 2008

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Anche quest’anno è arrivata la Pasqua. Mentre i telegiornali ci tartassano i maroni con il solito esodo pasquale, il solito monito di Napolitano, la solita emergenza rifiuti, il solito nano che teme brogli ed altre amenità, ci apprestiamo al (solito) viaggio per il week-end pasquale in Versilia.  Vediamo se mi riesce di convincere il cognatino ad andare a votare! :-)

Buona Pasqua!.

Mastella intasca 300.000 euro

18 Marzo 2008

Mentre Veltroni ciancia molto demagogicamente di abbassare lo stipendio ai parlamentari (quante volte l’abbiamo già sentita?),  quelli che escono dall’ultima legislatura e che non sono stati inseriti nelle liste per le prossime elezioni si intascano assegni da capogiro. Già, perché, pur non avendo maturato il diritto alla pensione, lo Stato riconosce a questi signori con apposita legge un “assegno di reinserimento sociale” (sic!) pari all’80% dell’ultimo stipendio moltiplicato per gli anni trascorsi da deputato o da senatore. Una voragine di soldi pagata dai cittadini (quelli che non evadono, ovvio) stimata in circa 30 milioni di euro. Una fetta consistente, pari a 300.000 euro circa, se la beccherà proprio Mastella, dopo 32 anni da parlamentare. Come ci informa questo interessante articolo poi, le prossime elezioni causeranno un’ulteriore emorragia di 425 milioni di euro di soli rimborsi elettorali, a cui hanno diritto i partiti che abbiano raggiunto almeno l’1% (ecco il motivo degli 11 candidati premier). Leggetevi, sempre nel menzionato articolo, anche la perla sui nuovi partiti che intascheranno pure i rimborsi dei vecchi, sigle che non ci sono più ma che rimangono attive dietro le quinte per continuare a spillare soldi dalle tasche dei contribuenti. Troppo comodo parlare degli stipendi dei parlamentari, caro Walter. Nessuno la racconta mai giusta su queste cose.

Marco Travaglio a Conselve

17 Marzo 2008

E’ stato un fine settimana molto istruttivo. Venerdì sera sono stato a Conselve per la presentazione del libro “Mani Sporche” di Barbacetto, Gomez, Travaglio. C’era Marco Travaglio in persona a parlare, per cui l’occasione era imperdibile. In effetti la palestra era stracolma di gente (non vorrei esagerare, ma eravamo vicino al migliaio) e il buon Marco ha dato spettacolo. Le cose che diceva erano più o meno note al sottoscritto e a coloro che leggono i suoi libri o seguono le vicende politico-giudiziarie italiane, ma il modo in cui Travaglio le descriveva faceva piegare dalle risate… già, cupe e amare risate di disperazione per come siamo ridotti, per come siamo stati manipolati geneticamente da anni di pensiero unico berlusconiano. Continua »

L’Apprendista Assassino

13 Marzo 2008

appasstif.gif L’Apprendista Assassino - di Robin Hobb, ed. Fanucci (2005).

E’ il primo libro della trilogia dei Farseer ed è un libro assolutamente sorprendente. O almeno questa è l’impressione che mi ha lasciato quando ho finito di leggerlo, qualche giorno fa, rimanendo sveglio fino a tarda ora. Rispetto ad altra robaccia che si trova in giro, Robin Hobb (pseudonimo di un’autrice attiva da diverso tempo, Margaret Astrid Lindholm Ogden) ha il pregio di donare un tocco di delicatezza e un livello di spessore psicologico ai personaggi davvero raro e notevole. Il suo Fitz, che si muove in un mondo fantasy dal sapore medievale e cavalleresco, esce dai canoni dei classici protagonisti di questo tipo di romanzi, pur evolvendosi da un cliché consolidato, quello del bastardo di sangue reale il cui destino è in qualche modo determinante per il mondo. E’ un protagonista che spesso sbaglia, combattuto fra mille pulsioni e sensi di colpa, che ispira subito simpatia fin dalle prime pagine. Lo stile di narrazione adottato, in prima persona, molto efficace nel raccontare le introspezioni di Fitz, è davvero fresco, scorrevole e dotato di un magnetismo forte: una volta iniziata la lettura, è davvero difficile staccarsi. Non mancano comunque i difetti, alcuni legati alla qualità della traduzione (ho notato alcuni periodi pedissequamente tradotti dall’inglese, senza la dovuta attenzione per la lingua italiana - ma sono cose abbastanza trascurabili), ed altri riscontrabili nel finale, in cui mi pare che gli eventi si susseguano un po’ troppo in fretta rispetto al resto del libro, dando un senso di sbilanciamento generale. Aggiungerei poi un pizzico di prevedibilità nel finale: avevo già capito da un pezzo come stavano le cose e chi era il vero cattivo. In ogni caso si tratta di difetti marginali, assolutamente trascurabili rispetto ai pregi. Mi sento di consigliare a tutti questa godibilissimo libro. Io, intanto, procedo con la seconda parte della trilogia.

The Cure a Milano

5 Marzo 2008

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Zio Bob è tornato, e io sono stato a trovarlo l’altra sera a Milano, per un intensissimo e splendido concerto di oltre tre ore in un Palasharp gremito da gente di tutte le età. Robert Smith, sempre più grasso e ormai al limite del grottesco nell’ostentare il look degli esordi (capelli sparati, rossetto e mascara), ha ancora una volta offerto una prova vocale straordinaria, supportato da un gruppo che, anche senza tastiere, riesce a rinnovare con un sound solido e fresco canzoni che hanno fatto la storia della musica. Niente da dire, un gruppo in grandissimo spolvero e ancora capace di emozionarmi profondamente. Non resta che attendere il nuovo disco, previsto per questa primavera, e magari un nuovo tour, chissà. Setlist del concerto disponibile qui. Ho postato le foto fatte da Cristina su Flickr. Un grande abbraccio a Fabio, Emma e Elisa che hanno condiviso con noi la splendida serata.

Ernest Gary Gygax (27 Luglio 1938 – 4 Marzo 2008)

5 Marzo 2008

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“I would like the world to remember me as the guy who really enjoyed playing games and sharing his knowledge and his fun pastimes with everybody else.”

Gary, grazie per il contributo che hai dato all’arricchimento della mia vita e di quella di milioni di altri giocatori di D&D. Se non fosse stato per te non avrei incontrato alcuni dei miei migliori amici e la mia vita sarebbe enormemente più povera. Ti auguro che Dio giochi a dadi, contrariamente a quello che pensava qualcuno. Riposa in pace, Dungeon Master.


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