Piccolo quiz
9 Aprile 2008Chi ha detto:
“Dalla politica io e la mia famiglia siamo stati sempre largamente penalizzati” ?
Suvvia, è facile. Chi mai potrebbe essere? Chi indovina vince un nano da giardino.
Chi ha detto:
“Dalla politica io e la mia famiglia siamo stati sempre largamente penalizzati” ?
Suvvia, è facile. Chi mai potrebbe essere? Chi indovina vince un nano da giardino.
Ho appena visto un esempio di come il regime ci prende in giro sugli inceneritori. Guardatevi questo bel filmato qua sotto. Ogni commento è superfluo, vi resterà solo rabbia. Chi vuole leggersi l’intera storia la trova sul blog di Stefano Montanari.
Questo terrificante filmato mostra un robot prodotto dalla Boston Dynamics e finanziato ovviamente nel quadro del programma militare americano. Devo dire che la visione del filmato mi ha creato una certa inquietudine mista a una sacra soggezione: il robot sembra una mostruosa creatura uscita da qualche film di fantascienza. Se mi trovassi davanti una cosa del genere scapperei a gambe levate! L’incubo fantascientifico in stile Terminator comincia ad avverarsi, il primo passo verso un mondo dominato dalle macchine è stato compiuto.
BigDog is being developed by Boston Dynamics with the goal of creating robots that have rough-terrain mobility that can take them anywhere on Earth that people and animals can go. The program is funded by the Defense Advanced Research Project Agency (DARPA).
Quasi non riuscivo a trattenere i conati di vomito, ieri sera, davanti alla conferenza stampa del nano. Ma non tanto per quello che diceva: ormai sappiamo come è fatto, il vecchio Banana, quasi una ridicola e mesta caricatura di sé stesso nelle sue abili mistificazioni e nei suoi anacronistici attacchi alla sinistra. Quello che mi ha dato il voltastomaco è stato l’atteggiamento servile dei “giornalisti” che lo “intervistavano”, definiti dal nano stesso “gentili domandatori” alla fine del suo comizio (con ridicola carezza alla conduttrice - ridicola anche la successiva rimozione del cuscino da sotto il sedere del nano, appositamente posto per farlo apparire più alto). Domande prive di nerbo, inginocchiate, nessuna in grado di mettere in minimo imbarazzo un uomo che di imbarazzi ne ha molti, ma anzi preparate ad hoc per favorire un vero e proprio comizio. Che tristezza. Ha proprio ragione Grillo quando dice che il giornalismo in Italia è morto.

Segnalo una cosa che fino a qualche giorno fa ignoravo e che ho realizzato grazie ad un amico, complice l’incredibile situazione dell’informazione italiana: Stefano Montanari si è candidato per le elezioni politiche 2008 con una lista civica nazionale, “Per il Bene Comune”. Per chi non lo sapesse, si tratta del ricercatore che ha condotto e conduce studi molto interessanti sugli effetti delle nanopolveri. Ho assistito ad alcune sue presentazioni e devo dire che la persona è limpida e mi piace e merita seriamente di essere presa in considerazione per il voto. Sarebbe un vero segnale di cambiamento rispetto al pattume a cui siamo tristemente abituati. Consiglio una visita al suo blog, c’è un’interessante sunto di come si vive una campagna elettorale senza appartenere alla Casta, con tutte le difficoltà che questa Italia di servi e guitti del potere comporta.
Ricevo da Oliviero un interessante documento che riporta la dichiarazione di voto di Marco Travaglio, giornalista che stimo moltissimo, e le motivazioni per la sua scelta. Direi che siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Buona lettura!
Alice nel paese dei quanti, di R. Gilmore - Ed. Cortina, 1996, pp.250
Ecco un esempio di divulgazione intelligente e divertente. Questo libro cerca di spiegare - e ci riesce molto bene - i misteri della meccanica quantistica ai non esperti, ovvero a coloro che, pur avendo un qualche background scientifico e pur avendo una vaga idea di come funziona il mondo delle particelle, non sono tuttavia dei fisici. L’idea alla base del libro è geniale: un immaginario mondo dei quanti in cui le proprietà di elettroni, protoni e particelle varie si manifestano ad una bambina di nome Alice, eletta “particella onoraria”, la quale, sulle orme della ben più nota Alice di Lewis Carroll, si muove curiosa all’interno di situazioni che traducono in immagini gli aspetti più peculiari della meccanica quantistica. Un racconto pieno di originalità, tradotto bene, che riesce a chiarire anche concetti piuttosto ostici in modo estremamente originale ed intuitivo, omaggiando allo stesso tempo l’opera di Carroll. Consigliatissimo a quanti volessero chiarirsi le idee su quella parte della fisica che ha rivoluzionato le categorie del pensiero moderno.