Questa è l’Italia

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Pubblico un estratto dal libro “Italiopoli”, di O. Beha, ed. Chiarelettere, recentemente uscito in libreria e consigliato a tutti coloro interessati a capire come funzionano le cose in questo sciagurato paese.

I costi dei parlamentari (fonte: www.camera.it, www.senato.it) - DEPUTATI: L’indennità è corrisposta per 12 mensilità. L’importo mensile - che, a seguito della delibera dell’Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% - è pari a 5486,58 euro. La diaria: viene riconosciuta, a titolo di rimborso per le spese di soggiorno a Roma, ammonta a 4003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell’Assemblea in cui si svolgono votazioni. E’ considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata.

A titolo di rimborso forfettario per le spese inerenti al rapporto tra eletto e elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.

Spese di trasporto e spese di viaggio. I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima e aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale a 3323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3100 euro.

Spese telefoniche: i deputati dispongono di una somma annua di 3098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari (poveretti, non danno loro il cellulare, nota di Loris).

Assistenza sanitaria: il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4.5% della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato: il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7% della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare il deputato riceve l’assegno di fine mandato, che è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai 6 mesi).

Assegno vitalizio: anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota - l’8,6% , pari a 1006,51 euro - della propria indennità lorda […]. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65 anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60 anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale, ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L’importo dell’assegno varia da un minimo del 25% ad un massimo dell’80% dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

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