Atto di terrorismo

A me dispiace dover continuare a insistere sui soliti argomenti, ma come posso tacere? Ieri, al concerto del Primo Maggio a Roma, Andrea Rivera (ma chi è, il figlio di Gianni?) ha pronunciato le seguenti parole:

Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta. Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana“.

Reazioni dal mondo politico, tutti blaterano, come al solito in Italia quando si osa toccare il Papa. Si può essere d’accordo o meno (io, per la verità, lo sono, ma si poteva intuire dai post precedenti sulla Chiesa). Forse la sede per dire queste parole non era quella adatta, ok, ma perchè l’Osservatore romano deve titolare che si è trattato di un “atto di terrorismo”? Ma siamo impazziti? Terrorismo è una parola molto di moda, proviamo ad andare a vedere la sua definizione (da wikipedia):

Il terrorismo consiste in una successione di azioni violente e premeditate (che possono essere attentati, omicidi, sequestri, sabotaggi, ecc.) ai danni di un governo e della nazione corrispondente, azioni che hanno effetto più per il clima di terrore che generano che per l’effettiva entità dei morti o dei danni causati.

Le strategie del terrore sono plurime, ma hanno in comune il fatto di incutere paura come mezzo per raggiungere uno scopo. A volte lo scopo che si prefiggono gli esecutori degli atti terroristici è modificare l’agenda dei governi attraverso l’influenza negativa sulla pubblica opinione generata dalle loro azioni. […].

Alla luce di questa definizione, mi spiegate che cosa ci incastra “terrorismo” con le parole di Rivera? Le parole, come diceva Nanni Moretti in Palombella Rossa, sono importanti. Non si può usarle a sproposito. Tuttavia, sembra che in questo dannato paese il vizio di parlare, o scrivere, a sproposito sia piuttosto diffuso.

Chiudo con la dichiarazione di Prodi: “Scriteriati ci sono sempre, persone che usano il linguaggio al di sopra delle righe ci sono sempre. Chi ha buonsenso lo usi, diceva mia madre: cerchiamo di usarlo”. Ma a chi si riferisce, a Rivera o all’Osservatore?

1 Commento a “Atto di terrorismo”

  1. Tony scrive:

    Il diritto di critica è uno dei pilastri della democrazia.
    La Chiesa ha dimostrato per l’ennesima volta di non essere una democrazia. Ok, lo sapevamo già ma agli stuoli di politici genuflessi ad ogni minima lagnanza di tonacati et porporati sarebbe il caso di ricordarlo più spesso.
    L’uso e l’abuso scriteriato di termini da parte di Vaticano e dintorni è un classico, quando il problema colpisce uno studente il suo prof d’italiano provvede ad appioppare 5 e 4 a seconda degli strafalcioni, quando colpisce un “autorevole” personaggio diventa libertà di pensiero od addirittura libertà di critica. Ad onor del vero gli strascichi della cattiva istruzione affliggono anche numerosi politici, opinionisti, giornalisti, etc.

    Si cerca di mettere sullo stesso piano la lettere minatoria a Bagnasco e le critiche sul palco… anzi le critiche sono paradossalmente peggiori, sono “terrorismo” mentre la prima era solo una “minaccia”.

    Criticare onestamente la Chiesa di fronte ad un palco NON SI FA! Se in troppi sentissero le critiche potrebbero parlarne tra di loro e rendersi conto che sono d’accordo, potrebbe cadere il tabù di criticare il Papa e dintorni.
    Tolto il velo del rispetto incondizionato e del timore reverenziale si scoprirebbe che “Il re è nudo”.

    Ah, il citato Rivera (credo sia un artista scoperto da un programma della Dandini su RaiTre) si è premurato di specificare che è cattolico ma che si ispira al prete antimafia Don Ciotti, ad Alex Zanottelli e a San Francesco. Se ha simili riferimenti non è strano che giunga a criticare quella parte della Chiesa in cui non si riconosce.

    Bye by Tony

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