Ambrose l’Arpista

Giorno 5, Elesias 1372 CV

Il gruppo viene svegliato da un urlo atroce di Eve. Un incubo, pensano tutti. Effettivamente, Eve si rende conto di aver sognato, anche se l’incubo è stato particolarmente realistico. Talmente realistico che la ladra si ritrova addosso gli attrezzi da scasso, gli stessi attrezzi da scasso che aveva prelevato nel sogno. Eve non perde tempo a porsi domande su come possa essere successo, e pensa bene di usare gli attrezzi per scassinare la porta della prigione. Contemporaneamente, Elander (nota per Daniele: sorry, l’ho affidato a Marco), colto da una misteriosa quanto singolare ispirazione, prova a forzare le sbarre della sua gabbia affidandosi alla sola potenza delle braccia (?!?). Purtroppo per lui fallisce clamorosamente, slogandosi maldestramente il polso nel tentativo. La cosa non manca di suscitare l’larità di Muten, che lo prende in giro. Joshua prega nel suo angolino, mentre lo gnomo, viste le intenzioni di Eve, comincia a strepitare per chiamare le guardie, in quanto, ritenendosi innocente, non vuole essere accusato di evasione. Eve, ignorando il buon senso (il Nido del Falco pullula di Cavalieri di Silverymoon e l’evasione si presenta piuttosto difficile), riesce a scassinare la porta e a uscire dalla sua gabbia. Le guardie tuttavia, attirate dalle urla disarticolate dello gnomo, non tardano ad arrivare. Eve si prepara ad affrontarle in combattimento, ma il tentativo naufraga difronte alla schiacciante superiorità numerica dei Cavalieri, che rapidamente catturano la fuggitiva e la risbattono in cella. La mattinata trascorre in modo tranquillo, non fosse per gli strepiti insopportabili di Muten, che finiscono per irritare tutto il gruppo. Verso mezzogiorno si presenta il sergente. Il suo atteggiamento nei confronti dei nostri eroi è mutato: afferma che ha trovato il cadavere del mercante esattamente dove il gruppo aveva indicato, con la chiave del baule incriminato. Ma quello che ha scagionato il gruppo, dice, è la testimonianza del singolare individuo che accompagna il sergente. Costui è un umano vestito di colori sgargianti, belloccio, con i capelli raccolti a coda di cavallo. Indossa un mantello verde fermato sul davanti da una spilla d’argento a forma di arpa, e porta con sè, oltre ad un pugnale, un ingombrante liuto. L’uomo seguiva i personaggi fin da Silverymoon; stava indagando sul mercante e sa tutta la storia.
I nostri sono quindi liberi. Ambrose, questo il nome dell’individuo, li invita a fare due chiacchiere. La sua pronuncia si distingue per una r moscia che sembra infastidire particolarmente Eve e Noah; inoltre, è piuttosto logorroico nei suoi ragionamenti.
Da lui il gruppo apprende alcune cose interessanti…

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