Barbari e santi (by Elander)

Si inizia all’uscita della miniera di Cumilin, che i PG avevano “disinfestato” dai goblin e dal non-morto durante la precedente avventura. Dopo aver fatto crollare l’ingresso della miniera, i PG ritrovano i PNG che li attendevano: Munner, Jacob e sua figlia Helena. Tutti, ed in particolare quest’ultima, sono preoccupati per le condizioni di Joshua che appare visibilmente provato dopo il tocco del Wight. Allora Elander si offre di proseguire verso Sundabar anticipando il gruppo, per andare a cercare un sant’uomo che attualmente è di passaggio nel villaggio di Auvandell. Si tratta di Fratello Sofferente, un chierico di Ilmater che potrebbe curare la debolezza di Joshua. (Elander è a conoscenza di queste informazioni in quanto pochi giorni prima era passato proprio da Auvandell venendo da Deadsnows). Quindi Elander cede a Joshua una pozione, nella speranza che lo possa fare star meglio, e poi si mette in marcia per discendere sul sentiero principale, dove i PG avevano lasciato i cavalli.
Partito Elander, i PG prendono un po’ di fiato fuori dalla miniera. Dan Muten e Noah si mettono a cercare di capire che tipo di potere abbia la pozione data da Elander a Joshua, e si dicono sicuri che si tratti di una pozione di guarigione. Lo gnomo ne approfitta anche per capire che un’altra boccetta da lui trovata nella miniera contiene una pozione dall’effetto malefico, non meglio identificato, legato alla scuola di magia di negromanzia. Joshua beve la pozione di guarigione, insieme ad un’altra identica che possedeva. Le sue ferite si rimarginano, ma non scompare la debolezza fisica e spirituale provocata dal tocco gelido del non-morto. In effetti, egli alterna momenti di silenzio catatonico ad altri di ipertensione, in cui si lancia in deliranti panegirici sul culto di Lathander.
Quindi i PG ripartono a piedi e discendono il sentiero che porta alla miniera, riportandosi sulla strada principale. E’ ormai sera quando Dan Muten avvista il luogo dove erano stati lasciati i cavalli, che appaiono molto affamati. I PG si accampano in una piccola radura appena all’interno della boscaglia, e si preparano per la notte. I cavalli vengono nutriti, e lo gnomo parte nel bosco alla ricerca di erbe per calmare Joshua. Dan riesce a trovare dell’erba sedativa (valeriana) e anche un ceppo di erbapipa. Di ritorno all’accampamento, egli prepara un infuso con la valeriana per Joshua, che pare calmarsi. Poi, si fuma l’erbapipa, che risulta essere di scarsa qualità: ha un sapore amaro che dà subito alla testa.
I PG si preparano ad affrontare la notte organizzando turni di guardia. I turni di Dan e Noah passano tranquilli, mentre durante il turno di Eve accade qualcosa di strano. Ad un certo punto, la mezzelfa percepisce lo scalpitio di un cavallo sulla strada, e per un momento vede una luce aldilà degli alberi della radura, per l’appunto sulla strada principale. Ella si concentra e si muove in direzione della strada, ma non percepisce più nulla. Allora, capisce che qualcuno li stava spiando e ritiene opportuno svegliare i compagni per metterli al corrente dell’accaduto. Tutti si allertano, e cercano di scoprire indizi. Nel cuore della notte, Eve e Joshua esplorano la boscaglia in cerchi concentrici, senza però notare nulla. Nel frattempo, Noah manda il suo rospo famiglio in esplorazione. Il famiglio si imbatte in strane impronte sulla strada, quindi Noah cerca di avvisare il gruppo, ma Joshua, di nuovo ipereccitato e febbricitante, la mette a tacere. Alla fine i PG si rassegnano e tornano a dormire. L’ultimo turno, quello di Joshua, passa senza ulteriori problemi.

Giorno 9, Elesias 1372 CV

Al mattino, osservando la strada alla luce del sole, Eve si accorge della presenza di impronte di cavallo che si distinguono dalle altre, essendo particolarmente grandi (erano quelle già osservate dal rospo di Noah). Tali impronte provengono da Sunbadar, si fermano per un po’ nella zona e poi ritornano indietro verso Sundabar. Questo mette sull’allerta i PG, che ripartono in quella direzione, senguendo il sentiero che discende lievemente ma costantemente verso la valle di Sundabar.
Verso metà mattina, dopo una svolta del sentiero i PG si imbattono in un incontro. Ad un centinaio di metri da loro, sulla strada ci sono ad attenderli due uomini armati con i loro cavalli. Avvicinandosi a cinquanta metri, si accorgono che le cavalcature sono cavalli di montagna, molto robusti e dal pelo lungo e lanoso. I due uomini sono vestiti stranamente, in particolare indossano un kilt con fusciacca annodata alla vita, con motivo a scacchi rosso e verde. Joshua, che è della zona, cerca di capire di che cosa si tratta, ma non riesce a ricordare nulla se non che esistono tribù di barbari seminomadi che percorrono le Marche d’Argento. I PG proseguono fino a raggiungere i due uomini, che sbarrano loro il passo. Visti da vicino, ne scorgono i lineamenti. Uno è un uomo alto e snello, con lunghi capelli castani raccolti in una coda di cavallo. E’ armato di spada corta, spada lunga e arco, indossa una corazza di cuoio. L’altro è grande e grosso, molto alto, muscoloso e tarchiato. Porta capelli di un nero corvino, legati in molteplici e lunghe trecce. Anche la barba è lunga e legata in trecce. E’ armato di spada e di una enorme ascia, indossa una corazza di cuoio borchiata. Carattere peculiare di quest’ultimo è una ferita al labbro superiore, la cui parte destra è stata recisa, mostrando i denti dell’uomo in un ghigno grottesco. Entrambi sono anche caratterizzati da tatuaggi sul viso, raffiguranti tra l’altro un cavallo alato.
Come Noah intuisce prontamente, i barbari pretendono un dazio di 2 mo per gamba, affermando che i PG sono entrati nel territorio che Wolmad, il Signore della Valle, protegge dagli attacchi degli orchi. E’ il barbaro alto e snello a parlare al gruppo nel linguaggio comune, egli poi traduce il colloquio al suo compagno in un dialetto dai toni aspri e gutturali. Eve capisce che non è vero che il territorio è sotto la giurisdizione dei barbari, i quali comunque sembrano essere sinceri a proposito della loro guerriglia contro gli orchi. Joshua tenta di discutere con i due, chiedendo se è possibile rinunciare alla loro protezione, ma i barbari sono irremovibili: o pagare, oppure tornare indietro. Joshua riesce solo ad ottenere che Noah e Dan Muten, date le loro dimensioni ridotte, paghino la metà. Ad un certo punto, vista la reticenza del gruppo l’uomo alto e snello chiede all’altro, chiamandolo Logan, di mostrare al gruppo qualcosa per convincerli. Allora il barbaro grande e grosso tira fuori un grosso sacco di tela grezza che presenta ampie macchie di sangue. Con orrore dei PG, egli estrae con grande orgoglio il testone di un orco, da lui ucciso. Inoltre lo gnomo si accorge che ai due lati del sentiero, seminascosti nella boscaglia, ci sono altri tre uomini con degli archi puntati in direzione dei PG, che infine si decidono a pagare. Joshua propone un pagamento in polvere da sparo anziché oro, ed il barbaro alto e snello sembra interessato, ma alla fine il gruppo decide di pagare in monete d’oro, e Joshua paga anche per Munner, Jacob ed Helena. Soddisfatti, i barbari lasciano entrare il gruppo nel territorio protetto dal grande Wolmad.
Il gruppo prosegue sul sentiero, sperando di raggiungere al più presto il villaggio di Auvandell. Poco prima di mezzo giorno, essi scorgono un cavaliere in veloce avvicinamento da quella direzione. Quando è più vicino, capiscono che si tratta di Elander, che trasporta un anziano chierico dietro di sé. Egli si riunisce al gruppo ed i due smontano. Il chierico si presenta: il suo nome è Fratello Sofferente, del culto di Ilmater. Il suo aspetto è descritto in figura. Egli spiega che i chierici di Ilmater hanno come scopo ultimo quello di lenire le sofferenze del prossimo, portandole su di sé. Quindi, racconta di aver accettato la richiesta di aiuto di Elander, che lo aveva trovato ad Auvandell, sopportando anche un difficoltoso viaggio a cavallo. Joshua si accorge che i guanti indossati da Fratello Sofferente portano tracce di sangue coagulato. Il chierico si predispone a curare Joshua: inizia intonando una litania a Ilmater, poi prende tra le mani il capo di Joshua, e si concentra. Quest’ultimo si sente come leggere nell’animo, poi percepisce un intenso calore partire dalle dita di Fratello Sofferente e diffondersi nel suo corpo, cacciando via il tocco gelido del non-morto. Joshua si sente finalmente ristorato, mentre il chierico di Ilmater si inginocchia a terra, spossato dall’incantesimo operato, come portando il peso che prima gravava sull’anima di Joshua. Dopo essersi ripreso, esorta il chierico di Lathander, che ora ha un debito verso la chiesa di Ilmater, a non dimenticare mai il suo dovere verso i poveri e gli oppressi. Il gruppo quindi si rimette in viaggio verso il villaggio di Auvandell.

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