Prove tecniche di post-picco

Quello che accade in questi giorni a causa della protesta dei camionisti potrebbe essere un efficace banco di prova per come reagirà la società alla carenza di petrolio. A giudicare da quello che leggo, direi che non c’è da stare allegri: primi furti di carburante, file infinite ai distributori, carenza di generi alimentari. Mi pare chiaro che, quando accadrà veramente, il post picco sarà MOLTO doloroso.

7 Commenti a “Prove tecniche di post-picco”

  1. Tony scrive:

    La simulazione del post-picco è perfettamente riuscita: distributori di benzina chiusi, problemi di approvvigionamento delle derrate deperibili, etc.
    Mi auguro che questo scossone faccia riflettere chi di dovere sulla nostra totale dipendenza dal petrolio in generale e dal trasporto su gomma in particolare ;)
    La gente sicuramente si è resa conto che sono bastati un paio di giorni di strade bloccate per capire quanto fragile sia l’equilibrio del nostro stile di vita, mi auguro che lo spauracchio porti consiglio :)

  2. Ste scrive:

    Quello che mi fa più incazzare è il fatto che chi ha il potere di bloccare un paese può ottenere tutto. Non si va al “tavolo delle trattative” con gente che si è rifiutata di smettere uno sciopero ritenuto “illecito” dal governo. Anche questa volta, esattamente come succede da 20 anni, i nostri governanti hanno dimostrato di essere perfettamente incapaci (come se non bastasse ho appena letto la notizia che il governo ha rimosso il blocco degli “stipendi d’oro” per i manager pubblici !!!). La situazione all’interno dell’univeristà italiana è penosa (lo sapete benissimo)… negli scorsi anni sono stati fatti scioperi, blocchi delle lezioni e altro… risultato: un C*** !!! Ma a chi gliene frega qualche cosa se non si fa lezione all’università, se la ricerca si ferma? A chi gliene frega se il contratto dei dottorandi è lo stesso di 10 anni fa?
    Poi arriva chi ti blocca il paese, chiede l’aumento dello stipendio, meno tasse ed altri “deliziosi regalini di natale”. E questi già prendono il doppio di un laureando e hanno 15 anni in meno di scolarizzazione !!!
    Paese delle banane: SHIT !!!

  3. lacura17 scrive:

    Completamente d’accordo con te, anche se non era il punto del post. Ciao !

  4. Ste scrive:

    Nella mia testa il collegamento con il punto del post è chiaro (ma ho dimenticato di scriverlo), quindi lo esprimo ora.
    Non credo che questa sia stata una prova da “post-picco”, perchè quando il petrolio sarà finito esisteranno altre fonti energetiche per fare girare le merci e le persone.
    Questa è stata una “esercitazione” che ha messo in luce la debolezza della polita italiana. Ora lo sciopero è finito e i prezzi aumentano… ora iniziano i commercianti a guadagnarci… l’esercitazione continua ma l’esercito è in mensa ufficiali che mangia aragoste!!! Qui non ci sono picchi, ci sono solo fosse!!! Magari, ogni tanto, ci fosse un picco di “buona politica” (allo stato attuale mi accontenterei anche di una “sufficiente politica”).

  5. Oliviero scrive:

    Dubito che lo spauracchio porti consiglio. I nostri politici sono piu’ impegnati a pararsi il culo e a fare inciuci che ai reali interessi della gente.
    A proposito del sottile equilibrio in cui la nostra Banana’s Republic vive, basti ricordare cosa puo’ provocare la caduta di un albero (credo fosse in Svizzera). A tal proposito (e questo e’ uno dei pochi punti in cui non mi trovo d’accordo con Grillo) io rilancio il nucleare, che al giorno d’oggi e’ l’unica fonte di energia che puo’ renderci meno dipendenti dagli altri paesi (sempre che non ci siano problemi per l’approvvigionamento del combustibile).

  6. lacura17 scrive:

    Già, peccato che già ora il 40% del combustibile nucleare utilizzato arriva dallo smantellamento delle testate russe, e che il costo dell’uranio segue come trend di pari passo quello del petrolio (questo perchè per estrarre uranio occorre energia)… A parte l’impatto ambientale, il nucleare ha ben altri motivi di carattere economico per non trovare il mio appoggio.

  7. Oliviero scrive:

    Vorra’ dire che manderemo avanti la baracca con i mulini a vento!

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