Dal diario di Helena

… segue uno stralcio del diario di Helena, la fanciulla rapita dai goblins.

“Giorno 3, Elesias 1372

Oggi è stata una giornata meravigliosa! Silverymoon è una città stupenda, così piena di cultura, armonia e divertimenti. Avrei potuto studiare anch’io qui, se non fosse successo quello che è successo. Comunque sia, sono contenta che mi abbia portato con sé, lontano da Everlund, anche se devo dire che il mio Peter mi manca. Speriamo che il viaggio fino a Deadsnows proceda bene e che la Tymora ci assista.
Stasera abbiamo cenato in una taverna molto particolare, gestita da uno strano stregone dai capelli rossi e dall’aria misteriosa. La stanza era piena di separè, tendaggi e cuscini, e nell’aria c’era un’aroma di essenze profumate che non avevo mai sentito prima. Diversi avventori sedevano al banco, mentre altri, per lo più gente vestita con stoffe pregiate e dai modi garbati erano accomodati sui cuscini a sorseggiare del sidro. Non c’è che dire, eravamo proprio in un posto carino, diverso dalle solite taverne, o almeno da quello che mi immagino essere una taverna media.
A un certo punto, mentre stavamo assaporando l’arrosto e sorseggiando dell’ottima birra (papà mi ha dato il permesso), è entrata una donna vestita di nero, alta, con al collo una collana con una grossa gemma rossa al centro. Sembrava un’elfa, ma potrei sbagliarmi perchè al contrario di tutti gli elfi questa era piuttosto alta. Sembrava che il padrone della taverna la conoscesse perchè le ha subito indicato un separè vicino al nostro dietro al quale questa si è seduta. Dopo un po’ è arrivato un tizio grassoccio, pelato, con una barba nera piuttosto curata, che si è seduto dietro lo stesso separè. Li ho notati perché dopo un po’ ho sentito la voce di lui alzarsi al di sopra del brusio generale e dire qualcosa a proposito di una polverina bianca… io sono per natura curiosa e non ho potuto fare a meno di mettermi a origliare… però provavo una certa inquietudine, un tremore in fondo all’anima che non saprei definire. Ho sentito la voce suadente di lei bisbigliare qualcosa, ho colto le parole Netheril e portali nascosti, poi improvvisamente non ho sentito più nulla. Ho alzato gli occhi e mi sono trovata a guardare la donna in piedi difronte al nostro tavolo, con uno sguardo terribilmente freddo e … e… malvagio, credo sia la parola giusta. Ho sussultato per la paura, perchè mi guardava dritta negli occhi, come se mi volesse trapassare. Mio padre e Geremiah hanno mormorato un saluto, lei non li ha degnati di uno sguardo. Poi si è girata e se ne è uscita, seguita dal tipo pelato. Be’, devo dire che me la sono fatta addosso. Per un attimo assurdo ho temuto che mi volesse uccidere, ma forse sono io ad essere troppo suggestionabile.
Il resto della serata è proseguito tranquillo. Domani partiremo per Sundabar… sono proprio curiosa di visitare le Forge dei Nani di cui si parla tanto.”

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