Sotto il sole dell’Arizona

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Kayenta, Arizona, 22:44 ora locale (6:44 in Italia). Siamo alloggiati in un Best Western molto carino ed economico alla periferia di questo paese, sperduto nella riserva Navajo. Oggi il sole dell’Arizona ha chiesto il suo tributo: ho rimediato una bella scottatura sulle braccia, sul collo e sulla faccia. Niente di grave, ma pur sempre fastidioso. Il fatto è che non sono abituato a 40°C con quasi zero di umidità. Non si suda quasi per nulla, ma il sole picchia davvero, anche perché tutta la zona è a 1500 metri sul livello del mare. Me ne accorgo quando cerco di fare uno sforzo: ho subito il fiato corto. Abbiamo visitato il Canyon De Chelly, che è stato all’altezza delle aspettative. Mai visto niente di simile, la foto probabilmente non riesce a dare l’idea di quello che ho davanti. I paesaggi possono essere presi tranquillamente come spunto per ambientare qualche avventura fantasy che coinvolga tane di orchi, o antiche rovine naniche. Ho scaricato ulteriori foto su flickr, basta cliccare sul link del post precedente per vederle, oppure andare alla sezione “Chi Sono” e accedere alle foto.

Il posto è ovviamente pieno di simpatici Navajo, impiegati negli hotel e nelle caffetterie-ristoranti. Hanno le loro leggi (ad esempio, non si possono servire alcolici nei locali pubblici) e cercano di mantenere integra la loro cultura, per quanto lo stile di vita americano fatto di fast food e di auto enormi divoratrici di carburante abbia ormai irrimediabilmente inquinato il loro modo di vivere. Capita spesso di vedere dei Navajo smodatamente grassi a causa dell’economico junk food che ogni giorno ingurgitano… che tristezza. Per inciso, ho avuto modo di verificare che effettivamente il problema dell’obesità è molto diffuso, anche tra i bianchi (ho visto esseri umani davvero GRASSI) - finchè continueranno a propinare loro monnezza mi sa che il problema non si risolverà. In ogni caso, i Navajo rimangono orgogliosi di essere nativi e formano famiglie all’interno della loro nazione, senza mescolarsi con i bianchi. Cose che mi hanno colpito oggi:

1) L’unica radio che si prende da queste parti è la “Best Country”, e suona ovviamente country dalla mattina alla sera. Tipiche pubblicità che si possono ascoltare riguardano: le armi, che vengono pubblicizzate come strumento di difesa personale, le scuole di matrice cristiana, la birra Budweiser (che tuttavia non può essere servita ai ristoranti).

2) Il locale dove ci siamo recati a cena (L’ “Amigo Cafè” - ottimo), oltre al cibo, vendeva anche alcuni libri comici, tipo “The Fine Art of Worrying” o “Understanding Women” di Ben Goode. Inoltre, vendeva il calendario ufficiale della nazione Navajo (o qualcosa di simile), che riportava foto di modelli e modelle Navajo.

3) Anche in mezzo al nulla più totale, sono riuscito a scroccare una connessione wireless in prossimità di un motel (l’unico per miglia e miglia) e ad usare Skype per chiamare Cristina.

4) Ovviamente, in questi luoghi sperduti, è possibile trovare italiani in vacanza. Oggi abbiamo incrociato due gruppi distinti, uno da Verona e una coppia da Udine.

5) La gentilezza e la disponibilità della gente di queste parti, che nonostante viva in un evidente stato di povertà (basta vedere le baracche in cui vivono), è sempre pronta a salutare e a fare un sorriso.

6) Tutti hanno hanno SUV o megajeep o camioncini. Nessuno ha una macchina normale. Solo noi, che l’abbiamo noleggiata. Tutte le macchine americane, quando vengono chiuse a chiave via telecomando, emettono un colpetto di clacson che non manca mai di farmi sussultare.

Domani rotta verso la Monument Valley.

1 Commento a “Sotto il sole dell’Arizona”

  1. Ste scrive:

    Grande!!!

    A leggerti mi sembra di tornarci… lo stupore dei paesaggi, le strade interminabili in mezzo al deserto, le FANTASTICHE pompe di benzina sperdute in mezzo al nulla ma dove trovi sempre un immancabile hamburger da scaldarasi in luridissimi forni a microonde, il MERAVIGLIOSO country e le pubblicità sulle armi e l’esercito…

    So che una foto non può esprimere cosa si prova davanti un Canyon (ricordo come fosse ieri la sensazione che provai davanti al Grand Canyon… ed era al tramonto!!!) è una questione di suoni e rumori oltre che di immagini… è qualche cosa di più che “vedere”, è “sentire” in diversi modi quello che ti sta davanti.

    Buon divertimento

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